Nardò, una piazza dedicata all’internato militare che rifiutò di collaborare con i nazisti dopo l’8 Settembre

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Antonio “Nino” Pagliula

Nardò – In occasione della Giornata della Memoria 2020 l’Amministrazione comunale di Nardò intitola una piazza a Nino Pagliula, militare neretino deportato e poi internato in un campo nazista.

Era l’8 settembre del ’43 quando cessarono le ostilità dell’Italia nei confronti degli eserciti alleati e iniziava la controffensiva della Germania nazista contro le truppe italiane che combattevano isolate e senza ordini in Italia, in Grecia, in Cefalonia e in Albania. Migliaia di soldati chiamati burocraticamente Imi (Internati militari italiani ) furono arrestati e costretti a scegliere tra il servizio al fianco dell’esercito tedesco e della milizia fascista o la deportazione e l’internamento nei campi di prigionia e di lavoro del Reich.

Nino Pagliula scelse di continuare ad essere soldato italiano, fece appello alla sua dignità e con notevole forza d’animo s’incammino sulla strada in quel momento più pericolosa. Questa scelta infatti gli costò la prigionia per due anni in un campo di lavoro e di sterminio nazista.

Nato a Nardò il 22 aprile 1914, il contadino Antonio “Nino” Pagliula fu chiamato a 19 anni al servizio di leva. Richiamato alle armi nel 1936 con il titolo di caporale, nel 1940 fu inviato in Albania. L’8 settembre ’43 in Grecia fu catturato dalle truppe tedesche, deportato in Germania e internato in un campo di concentramento. Riuscì a raggiungere la sua città solo il 24 agosto 1945. Nel 1972 è stato insignito della “Croce al Merito di Guerra per internamento in Germania”. Nel 2007, all’età di 93 anni, si è spento ma non si è spento il suo ricordo.

Nel 2013, in occasione del 67esimo anniversario della Fondazione della Repubblica, è stato insignito, alla memoria, della Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica per “essere stato deportato e internato nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale”. Il figlio, l’ingegnere Pantaleone Pagliula, così commenta l’intitolazione della piazza al suo genitore: “Questo gesto contribuirà  a mantenere vivo il ricordo di un umile e generoso uomo  che ha dedicato gli ultimi anni della sua esistenza incontrandosi con centinaia di giovani e consegnando la sua lucida testimonianza“.