Nardò, Sindaco e Giunta indagati per abuso: opposizioni all’attacco: “Risparmi per le lampade votive e costi per gli avvocati”. La puntura di un ex assessore

Domani sera nel previsto comizio per i tre anni di governo, si parlerà anche di questo problema

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Nardò – Sindaco e giunta indagati per presunto abuso d’ufficio e subito si accende il dibattito con reazioni anche inattese. Mentre si stanno per accendere le luci per il comizio di bilancio annunciato da tempo sui tre anni da Sindaco di Giuseppe Mellone (foto), fissato per domani, 22 giugno, ore 20, in piazza Tre Palme. L’appuntamento desta così maggiore curiosità ed interesse alla luce dell’odierna vicenda giudiziaria.

L’evento politico cade a poche ore dalla diffusione della notizia che i nomi del primo cittadino Mellone e di sei attuali assessori più l’ex assessore Stefania Albano (in sostanza, la Giunta al completo del periodo 2017-2018) compaiono nell’avviso di proroga delle indagini preliminari sul controverso scontro giudiziario che da circa due anni vede contrapposti Comune neretino e “Ditta Borgia”, di cui è titolare Giovanni Borgia.

“Bazzecole” Mellone parla di “bazzecole” sul suo profilo Facebook: «Sono certo – dichiara – che la magistratura saprà lavorare in fretta e correttamente. Noi sappiamo di aver operato sempre nel pieno rispetto delle regole. Non possiamo che essere tranquilli, molto tranquilli, visto che la revoca è stata ritenuta “legittima” dal giudice amministrativo (con una sentenza del Tar di Lecce) e che tutta la querelle è stata definitivamente “risolta” nel merito, con l’accordo stragiudiziale con Borgia”.

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“Soprattutto siamo fieri di aver agito con pieno profitto e nell’interesse dei neretini e delle casse pubbliche (il canone è stato ridotto da 24 a 13 euro), mettendo a norma l’impianto. Anche se farlo, come vedete, può essere molto rischioso. Ma io e la mia squadra – conclude Mellone – non molliamo di un centimetro. Chi pensa di metterci in difficoltà con queste bazzecole, non ci conosce».

I sei consiglieri di opposizione In una nota congiunta la posizione di Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Roberto My, Giancarlo Marinaci, Paola Mita, Carlo Falangone (foto del gruppo). «L’indagine aperta dalla Procura della Repubblica di Lecce a carico del Sindaco Mellone e di tutti gli assessori della sua Giunta non ci sorprende. Fin dall’inizio – scrivono i sei – abbiamo più volte rimarcato come la “guerra amministrativa” intrapresa da Mellone contro la ditta Borgia fosse contraddistinta sia da scarsa trasparenza, sia da enorme dispendio di soldi pubblici”.

I conti e i costi “Infatti, i neretini oggi pagano un canone leggermente inferiore da un lato, mentre dall’altro sono costretti a pagare (tramite le tasse comunali) gli oltre 120mila euro spesi da Mellone e i suoi per una battaglia legale che si è rivelata una farsa sulla pelle dei contribuenti, con l’appalto prima revocato e poi ri-assegnato”.

Il caso “Ovviamente siamo garantisti (non come il Sindaco Mellone, a singhiozzi e a seconda delle persone indagate) e confidiamo nel lavoro della magistratura, ma non possiamo non sottolineare come nella storia della Città di Nardò non si sia mai verificato che, in un solo colpo, un Sindaco e l’intera Giunta municipale venissero indagati per abuso d’ufficio».

Un precedente, quest’ultimo, che non è sfuggito neanche a Lucio Tarricone (foto), responsabile del centro studi “Salento Nuovo” e autorevole esponente del centrosinistra neretino. «Sembra che i postini stiano “suonando” con sempre maggiore frequenza a Palazzo Personè”. L’informazione di garanzia notificata al Sindaco Mellone e tutti i suoi assessori non ha precedenti nella storia politica della nostra Città”. Anche per Tarricone “l’informazione di garanzia non è assolutamente indice di colpevolezza, ma getta un’ombra sulla tanta decantata trasparenza amministrativa sbandierata dal Sindaco Mellone e i suoi assessori. E di ombre sulla gestione del contenzioso con la Ditta Borgia, affidataria dei servizi cimiteriali, ve ne sono».

Altre scelte “discusse” Tarricone sposta poi l’attenzione verso altre scelte amministrative compiute dagli attuali amministratori, come “la delibera di affidamento dell’impianto sportivo di via Kennedy e firma della convenzione con l’associazione che dovrebbe gestire l’impianto o della vendita dell’ex gerontocomio”. “Mellone e i suoi non hanno ancora fornito risposte alle affermazioni dell’ex Sindaco Risi sulla non corretta procedura di aggiudicazione dell’immobile. E potremmo continuare”. “Non vorremmo che anche su queste situazioni dovesse cercare di far luce la magistratura. Ci meravigliamo infine – conclude Tarricone – che il Sindaco non abbia comunicato personalmente ai suoi concittadini la notizia dell’informazione di garanzia e l’abbia invece tenuta nascosta per settimane».

Graziano De Tuglie

Pepato il commento di Graziano De Tuglie, “padre” politico dell’attuale sindaco ed ex assessore comunale all’Ambiente nella prima Giunta Mellone nel 2016 (poi sostituito e da quel momento in rotta con l’attuale primo cittadino). «Fai guerra all’arma bianca per anni – scrive De Tuglie sulla sui social – e all’improvviso ti accordi misteriosamente. Nebbia fitta, altro che trasparenza».

Naturalmente in rete non mancano però attestati di solidarietà al Sindaco da parte dei suoi sostenitori, tutti in linea con qualto espresso dagli amministratori.

Anche dall’Officina cittadina, il movimento politico-culturale dell’avvocato Giuseppe Cozza, si rimarca infine il precedente già citato da altri. “Non servono le dichiarazioni grottesche di Mellone: se bazzecole sono lo dimostreranno i giudici che sono anche coloro che seguono le indagini. Ma se bazzecole sono, perché Mellone ha ritenuto di affidarsi ad un ottimo penalista come il collega Giuseppe Corleto?”. Quindi la conclusione. “Di fronte ad un’ipotesi di reato che coinvolge un’intera Giunta ed un Sindaco ritengo, per l’immagine di Nardò, che ci sia solo da augurarsi un esito favorevole del procedimento per gli indagati. Io ho sempre ragionato così”.

 

 

 

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