Nardò, presentato il piano per “Sarparea Resort & Spa”. Pd contrario. Casili (M5S): “Accelerazione pericolosa”.

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sarpareaNARDÒ. Se in precedenza c’è stato un difetto di comunicazione che ha prodotto anche  una “informazione parziale”, stavolta si previene quel rischio fornendo tutti i particolari sul piano attuativo dentro al quale prenderà forma il “Sarparea resort & spa” nella marina di Sant’Isidoro. O quantomeno si cerca di evitarli, perché già in conferenza stampa non sono mancati accenti decisamente contrari anche al nuovo piano rimodulato fino a trovare il consenso della Regione e della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio. Non poteva essere diversamente, anche perché – tra sentenze del Tar, cambi normativi interventi dal 2009 in poi, interventi anche ministeriali – la società “Oasi Sarparea” ha recepito nel suo prodotto tecnico finale, a firma dello studio dell’architetto Francesco Pellegrino di Lecce, scomparso proprio pochi giorni fa, anche il Piano paesaggistico territoriale regionale. “Nel corso di questi anni ho potuto conoscere ed apprezzare non solo un validissimo professionista – ha detto la signora Elison Deighton, amministratore delegato della “Oasi Sarparea” ricordando l’arch. Pellegrino – ma anche una persona ferma e volitiva. La sua morte è una perdita per tutti ma dobbiamo andare avanti. Possiamo sempre contare sui suoi validi collaboratori, come l’architetto Mariella Giordano, che lo ha affiancato nel lavoro. Insieme a loro abbiamo dato vitaall’evoluzione del progetto. Un bel progetto”. Gli investitori inglesi – l’altro socio è Ian R. Taylor, presidente ed amministratore della multinazionale “Vitol”, operante per lo più nel settore energetico – hanno coinvolto anche un paesaggista di rilievo internazionale, Andreas Kipar. Molti i suoi progetti realizzati e le partecipazioni a concorsi, tra cui si segnalano le opere di grande impatto paesaggistico quali l’insediamento produttivo della Fassa spa tra le colline del Monferrato, la valorizzazione del paesaggio di Langa, i nuovi uffici della Diesel a Breganze, sulle colline vicentine. Sarà un insediamento turistico, in un’area a ciò deputata, di alta qualità, in un uliveto per molti anni trascurato. “Già oggi si raccolgono 2mila quintali di olive – ha rilevato la signora Deighton – e puntiamo ad un prodotto riconosciuto biologico”. Su questa strada si procederà per tutto il resto, anche per rinforzare l’ida che “non si tratta di un vilalggio turistico chiuso”. Ma cos’è tutto il resto? La risposta alle mire imprenditoriali è stata data dalla Regione nell’agosto scorso con il “via libera” ad un insieme di interventi ridimensionati rispetto a quelli originari: le unità immobiliari da 61 sono diventate trenta; la volumetria possibile da 160mila metri cubi originari a 95; restano 19 gli ettari interessati di cui quattro riservati ad un parco pubblico in un bosco di ulivi, e i 70 miioni d’investimento. L’assessore regionale al Territorio, Anna Maria Curcuruto, aveva sottolineato: «Si tratta di un progetto sostanzialmente diverso, con meno volumetrie e una accurata rilevazione delle alberature; è un progetto di maggiore qualità sia nel contesto complessivo che nei singoli fabbricati». Di questo, della Valutazione ambientale strategica, dei vari passaggi tecnico legali fin nei particolari hanno parlato larchitetto Giordano, lavvocato Valeria Pellegrino. Ora toccherà alla Giunta comunale di Nardò pronunciarsi e dare così corso alla fase esecutiva, col posizionamento preciso delle villette, il rispetto totale degli ulivi a partire da quelli secolari: Non toccheremo un albero meno . Ha detto il Sindaco Giuseppe Mellone, che dallopposizione si era schierata nettamente contro questo insediamento: Sono venuto per ascoltare e quindi ritengo prematuro ogni commento. Il piano è stato depositato in Comune giovedì pomeriggio e non abbiamo avuto il tempo di vederlo; toccherà allingegnere D’Alessandro, chje ha le competenze necessarie, valutare questo importante progetto. Ma le reazioni non si sono fatte attendere, alcune hanno anzi preceduto la presentazione del piano. Il progetto di villaggio turistico allinterno delluliveto ultra secolare sembra essere una devastante speculazione edilizia funzionale soltanto alla società proponente, attacca Rino Giuri,. Coordinatore del Pd con i consiglieri Danile Piccione, Lorenzo Siciliano. Oggi attendiamo alla prova dei fatti – si legge inoltre nella nota a loro firma – gli attuali amministratori, specialmente quelli che fino a qualche tempo fa minacciavano fuoco e fiamme contro il progetto e che, una volta al potere, sono rimasti in grazioso e ossequioso silenzio. Il consigliere regionale Cristian Casili (M5S) ha scritto:  “Naturalmente la proprietà e chi ne fa gli interessi, a mio avviso, tende a minimizzare gli impatti di un simile intervento sia da un punto di vista occupazionale che ambientale e paesaggistico. A questo punto si rende necessario calendarizzare a stretto giro un intervento in Consiglio regionale e in V Commissione al fine di verificare la validità dei pareri Vas a suo tempo rilasciati, L’assessore regionale al Territorio, Anna Maria Curcuruto deve darci risposte chiare e che entrino nel merito dell’iter autorizzativo e della compatibilità del progetto con lo stato dei luoghi. Ho l’impressione che si sia tirato l’acceleratore pericolosamente”. Nella sala della conferenza infine e fuori Danilo Scorrano (Sinistra italiana, ex consigliere provinciale) e Matteo Vallone (laureato in beni culturali) hanno messo laccento sullulteriore consumo di territorio di cui in Salento si abusa: meglio sarebbe stato, a loro parere, recuperare e riqualificare lesistente senza aumentare la pressione antropica.

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