Nardò: in Comune e in città offese, insulti e odi certi; “incerti” gli autori. Chiamato di nuovo il prefetto

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Nardò – “Basta a questo clima di tensione e violenza verbale causato dal Sindaco. Intervenga il Prefetto”. “E la quantità di insulti proveniente da affermazioni, manifesti, articoli e post degli oppositori del sindaco, dove la mettiamo?”. Stavolta terreno di scontro diventano le esternazioni, soprattutto via social, del sindaco Giuseppe Mellone che, secondo la responsabile dell’associazione “Avvocati dei consumatori” Moira Epifani (foto), alimenterebbero l’odio tra i neretini dividendo la popolazione in fazioni. Per questo motivo Epifani nei giorni scorsi ha scritto a Prefetto, Ministero degli Interni e Ordine degli Avvocati di Lecce, spiegando di ricevere quotidianamente “segnalazioni di cittadini preoccupati dalla scelta espressiva di linguaggio, più verosimilmente  proteso alla pubblica offesa e al gratuito attacco che alla legittima critica, e dall’atteggiamento presumibilmente stizzito, rancoroso, violento nell’espresso messaggio comunicativo, volgare nella terminologia, ritenuto inadeguato ad un rappresentante dell’Istituzione Comunale quale è il Sindaco di Nardò”. Alla missiva la responsabile dell’associazione ha allegato numerose immagini di post e manifesti firmati dal sindaco dal 2016 a oggi. Toni che, col tempo, sarebbero stati fatti propri anche da altri componenti della maggioranza, fino a invelenire il clima nei consigli comunali. «Abbassare i toni, lavorare in silenzio, unire e non dividere: sono questi i compiti – conclude Epifani – a cui il Prefetto dovrebbe richiamare il Sindaco e la sua amministrazione, almeno nelle aspettative dell’Associazione che registra quotidianamente il malcontento di tanti cittadini, stanchi e preoccupati».

La replica dei melloniani non si fa attendere ed è affidata a Vincenzo Renna (foto), componente del Nucleo di valutazione del Comune di Nardò. «Non è la prima volta – scrive l’avvocato neretino – che tale associazione si comporta come un soggetto politico e tenta di inserirsi nell’arcipelago di singoli e gruppetti, che si oppongono al Sindaco Mellone, ma questa volta a stupire non è solo il tenore censorio ma anche il tono utilizzato dalla firmataria. Un’attenzione a senso unico – prosegue in un altro passaggio – in cui non si rileva mai la quantità di insulti che provengono da affermazioni, manifesti, articoli e post degli oppositori». Renna commenta poi la scelta della Epifani di scrivere alle istituzioni “sovracomunali”: «Fino a questo momento non si è mai visto un Prefetto, men che meno un Ministero, intervenire nel dibattito politico di una città per misurare eventuali deficit lessicali dei rappresentanti delle istituzioni. Del resto, la censura per mano della legge è tipica di regimi autoritari ed è quantomeno curioso constatare come, a parole, il sottobosco di associazioni, blog, giornali registrati e non, profili, officine e/o centri studi, dica di voler combattere ogni deriva autoritaria, salvo invocarne l’applicazione per sopperire alla propria incapacità di ottenere consenso sociale. Più curiosa la circostanza che venga invocato perfino l’Ordine degli Avvocati proprio da una associazione rappresentata sul territorio da una leader non avvocato».