Nardò, la consigliera Mirella Bianco si dimette: “Hanno preferito Vaglio”

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Mirella Bianco e Antonio Vaglio
Mirella Bianco e Antonio Vaglio

NARDÒ. Che fosse a disagio lo si era capito quasi da subito in questo inizio di consiliatura con Sindaco Giuseppe Mellone. Alle prime nomine ispirate chiaramente dal suo collega e compagno di viaggio Antonio Vaglio, aveva pubblicamente chiesto al suo partito di sapere da che parte si collocava il suo gruppo, all’opposizione o con Mellone? Dal Cor, conservatori e riformisti del’on. Raffele Fitto, non era venuta nessuna risposta Ed ecco allora lo strappo di queste ore: Mirella Bianco lascia Palazzo Personé. “Dopo quasi 15 anni di dedizione completa alla nostra Città, ritengo giusto ed opportuno lasciare il passo del cammino amministrativo ed istituzionale a nuove energie umane, presenti nel gruppo politico in cui da anni ho militato, con l’augurio che sappiano più di me rapportarsi con una nuova generazione di amministratori. Generazione di neoamministratori, nata in contesti che nulla hanno a che vedere con quei principi e con quei valori che hanno impostato tanti amministratori, come me, formati in tempi diversi in cui la politica era tutta altra cosa rispetto al qualunquismo che regna oggi”. Per questa prima ragione il “preannuncio”: dimissioni da consigliere comunale a far data dal 10 gennaio 2017”. Fino a tale data, la Banco conserverà “le prerogative inerenti a tale status partecipando regolarmente alle riunioni di Consiglio comunale e di Commissioni varie che saranno eventualmente convocate nel frattempo”. “Mi dimetto a far data dal 10 gennaio – spiega Bianco – perché voglio votare per il Consiglio provinciale e quindi contribuire a dare una forte rappresentatività alla nuova Assise provinciale. Come menzionato prima, mi dimetto perché non condivido questo modo di fare politica a partire dal livello locale per finire a quello provinciale e nazionale. Non ho minimamente condiviso tante determinazioni assunte dallo stato maggiore del partito in questi ultimi tempi ed in modo particolare il comportamento scorretto di Gabellone quando sono stata per pura formalità convocata a Lecce per apprendere la decisione, già presa, di nominare capogruppo consiliare Antonio Vaglio del partito che mi vedeva unica eletta con 550 voti. Nella circostanza, mi rifiutavo di avallare la scelta scorretta, ingiusta ed antidemocratica di sostenere la candidatura di vice presidente del Consiglio comunale, nomina riservata alle forze di opposizione, di Marinaci che, di fatto, è parte integrante della maggioranza unitamente a Vaglio. Linea palesata, in mia presenza, da parte dell’intero stato maggiore del partito provinciale dei Cor. Non condivido l’arroganza di Raffaele Fitto che, in una Città – in cui vi è la credenza popolare, probabilmente inveritiera, di essere stato colui che ha chiuso l’ospedale – dopo aver preso voti personali che neanche a Maglie e a Lecce ha raccolto, usa le persone e poi le butta a mare, senza dimostrare alcun attaccamento al nostro territorio e alle sue esigenze. Persone che per lui hanno fatto sacrifici disumani con organizzazioni di pullman ed altro determinanti alla buona riuscita di eventi nazionali organizzati fuori regione”. Ma non finisce qui l’elenco delle doglianze politiche della consigliera ancora per poco. “Non ho condiviso – prosegue infatti – il commissariamento nei confronti del segretario cittadino Lucio Calabrese, persona dall’alto profilo politico e sociale e che ha dato tanto a questo partito. Il commissariamento di una sezione politica da tutti ritenuta il fiore all’occhiello del partito per: la sua unica e singolare presenza partitica territoriale (non esistente neanche nella Città capoluogo); la sua evidente imponenza organizzativa, determinante per il buon esito di qualsiasi attività posta in essere dal partito; i suoi oggettivi ed indiscussi risultati elettorali, nonostante forza permanente di opposizione comunale. Non ho condiviso come è stato trattato il gruppo di Nardò che è risultato il primo partito della Puglia che nel 2009 determinò l’elezione a Presidente della Provincia di Gabellone”. Errori definiti “cecità” a ripetizione di cui addossa la colpa a Fitto “che non potrà mai essere un leader dal profilo nazionale”. “Mi dimetto con dignità ed onestà – conclude Bianco – dimostrando che non sono attaccata alle poltrone, mantenendo la mia onorabilità che mi ha sempre contraddistinta nella vita. Sono orgogliosa di aver fatto parte di questo gruppo locale di persone perbene, prestate alla politica e di una umanità ricca e fuori da qualsiasi interesse personale. Un ringraziamento particolare va a Mino Frasca, persona squisita che ha dedicato tutto il suo tempo alla politica, trascurando la sua famiglia, per poter raggiungere risultati importanti per il partito a Nardò. Faccio gli auguri ed un in bocca al lupo al mio successore Alessandro Presta, ragazzo che ho avuto modo di conoscere sia umanamente e politicamente. Persona valida e sono convinta che riuscirà al meglio a rappresentare questo gruppo in consiglio comunale. Così come di cuore ringrazio tutti i cittadini che, in questi anni, mi sono stati vicini e che hanno creduto in me con dei suffragi elettorali particolarmente significativi che, come tali, mi impongono moralmente di avere un contegno forte e determinato. Continuerò ad essere una attenta cittadina sempre vigile e vicina ai problemi della nostra gente”.

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