Nardò, il Centro di procreazione assistita si sposta a Lecce. Le reazioni: “I cittadini perdono servizi fondamentali”

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Il “Sambiasi” di Nardò

Nardò – Trasloco in vista per gli specialisti del centro di “Procreazione medicalmente assistita” dell’ex ospedale “Sambiasi” di Nardò: per volere della Giunta regionale, il centro presto troverà sede presso il nuovo Dea, Dipartimento di emergenza e accettazione inaugurato alla fine dello scorso anno a Lecce.

Il centro, attivo dal 2011, segue circa 600 coppie all’anno, con una lunga lista d’attesa. Già nel luglio scorso si era registrato un blocco dei servizi che aveva spinto gli utenti a rivolgersi a un legale (il centro simile più vicino si trova a Conversano).

Poliambulatorio sempre più “impoverito”

Rino Giuri

Si tratta dell’ennesimo servizio sottratto alla struttura, dopo le varie modifiche (di funzionalità e di denominazione) degli ultimi anni, passando dalla perdita del Pronto Soccorso all’inaugurazione del primo “Poliambulatorio di Comunità” della provincia, esattamente un anno fa.

Obiettivo della Giunta regionale è “proseguire l’opera di potenziamento della Sanità territoriale”, ma non tardano ad arrivare le reazioni. Soprattutto dall’opposizione cittadina: “Deliberato  un ulteriore impoverimento dell’offerta sanitaria fornita dal Poliambulatorio Sambiasi di Nardò – scrive in una nota Rino Giuri, coordinatore di Nardò Progressista. – Anziché concorrere insieme all’Asl di Lecce al completamento dell’iter di trasformazione in Poliambulatorio dell’ex ospedale di Nardò, la regione di Michele Emiliano procede nel concreto al suo progressivo smantellamento. Il Sindaco pretenda l’attuazione del protocollo d’intesa del 2013”.

Siciliano: “Nardò continua a perdere servizi fondamentali”

Lorenzo Siciliano

A Giuri fa eco Lorenzo Siciliano, in Consiglio comunale tra le file del Pd: “Dopo il declassamento del punto di primo intervento in presidio di continuità assistenziale e un depauperamento sostanziale di diversi servizi all’interno dell’ex ospedale – sottolinea l’esponente Dem – arriva l’ennesimo scippo di un centro sanitario importante per centinaia di cittadini di Nardò”.

Dal 2016 a oggi – prosegue Siciliano – sotto la guida di questa Amministrazione, la nostra città ha perso l’ufficio territoriale di acquedotto pugliese, la scuola di Boncore, gli uffici del Giudice di Pace. Nell’arco di quattro anni abbiamo perso servizi fondamentali in poche ore, senza che i signori di palazzo si scomodassero dalle loro poltrone”.