Nardò, dopo sette giorni Mellone rinomina la stessa Giunta. L’opposizione: “Ha dovuto fare marcia indietro”

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Nardò – Il “tutti a casa” suonato dal Sindaco Giuseppe Mellone ai suoi assesori è durato sette giorni. stamattina il “rientrate” con la raccomandazione di serrare le fila. Tutti ai propri posti, con le stesse deleghe di prima del 17 febbraio, data in cui erano stati ufficialmente dimissionati. All’attacco le opposizioni.

In una nota dell’ufficio stampa del Comune si richiama l’obiettivo dichiarato di quello stop – definire il perimetro della coalizione che si presenterà con lui alle elezioni amministrative del 2021 – e la “promessa mantenuta” di fare in tempi brevi questa verifica. “La conferma della squadra di governo, negli uomini, nelle donne e nelle deleghe – afferma il primo cittadino – è il miglior segnale possibile che possiamo dare alla città. Fermarci un attimo è stato utile e ci ha fatto uscire più forti e uniti”.

“Abbiamo definito gli obiettivi prossimi”

“La pausa – spiega Mellone – non è stata solo un fatto squisitamente politico, sia chiaro, dal momento che ci ha aiutato a mettere a fuoco ancora meglio obiettivi e priorità di questa ultima parte di consiliatura. In questo ultimo anno di lavoro – promette il Sindaco – vogliamo macinare altri risultati e altri traguardi, a beneficio di una città che per la prima volta assume i contorni reali di una visione e di una prospettiva presentata e spiegata ai cittadini prima delle elezioni”.

Questi i compiti tornati nelle mani dei componenti dell’Esecutivo: Oronzo Capoti (vicesindaco, lavori pubblici, manutenzione stradale, illuminazione pubblica), Mino Natalizio (ambiente, parchi e aree protette, verde pubblico, servizi ecologici, musei), Bernaddetta Marini (affari generali, servizi demografici e statistici, toponomastica, pari opportunità, qualità dei servizi al cittadino, diritti civili, volontariato, centro storico, spettacolo, istruzione, polizia locale), Gianpiero Lupo (finanze, tributi, gestione e manutenzione del patrimonio e catasto, programmazione, risorse umane, formazione), Maria Grazia Sodero (politiche sociali, politiche per la famiglia, emergenza abitativa, piano sociale di zona), Ettore Tollemeto (cultura, urbanistica, rigenerazione e riqualificazione dell’edificato, condono edilizio e lotta all’abusivismo edilizio, demanio, politiche giovanili), Giulia Puglia (sviluppo economico, commercio, industria, agricoltura, sportello unico per le imprese, artigianato, mercati, caccia e turismo).

“Tentativo di allargare la coalizione fallito”

Davanti a questa situazione – la più probabile secondo alcuni, davanti ad una composizione già rimaneggiata tre volte dal 2016  – si sono subito registrati i commenti degli avversari politici. Lorenzo Siciliano, che era tra quelli per cui nulla sarebbe cambiato, consigliere di minoranza in quota Pd, rincara adesso la dose.

Il motivo addotto dal Sindaco (ancora per 18 mesi) era stato quello della ridefinizione del perimetro della coalizione, un modo per dire “debbo quadrarmi i conti per le elezioni”, rileva Siciliano per il quale “Mellone ha tentato disperatamente di allargare i confini della sua ristretta cerchia, restando, purtroppo per lui, al palo”. Il primo cittadino non avrebbe avuto insomma quella reazione che si aspettava e sarebbe rimasto “solo con i suoi fidi e proni scudieri, prima cacciati e poi riammessi per mancanza di nuove leve”.

“Sindaco messo alle strette dagli assessori mandati a casa”

In altre parole il “serrate le fila” rafforzando la coalizione “civica trasversale”, come egli stesso l’aveva chiamata, sarebbe fallito. “Abbiamo il dovere, tutti insieme – conclude Siciliano – di ribaltare questa sporca logica dell’uso delle istituzioni come bottega in cui quadrare i propri conti elettorali. Tra un anno spediamo a casa la peggiore classe dirigente che Nardò abbia mai avuto”.

Voleva che ciascuno dei sette assessori gli presentasse una bozza di lista per le comunali: quanti hanno ubbidito? E quanti lo hanno messo alle strette non condividendo questa ultima mossa azzardata? Secondo me – dichiara Rino Giuri, del coordinamento di Nardò democratica – Mellone ha dovuto fare marcia indietro per tenersi buoni questi che ancora gli stanno dietro e per non indispettire qualcuno “in alto” che guarda piuttosto alle Regionali e non ritiene utili queste uscite”.