Modello accorpamento, soluzione ormai tramontata

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GALLIPOLI OSPEDALE SALA RIANIMAZIONE  FOTO FABIO SERINOL’idea di fondo, rilanciata da “Piazzasalento”, sulla quale anche l’ex direttore generale della Asl di Lecce Valdo Mellone aveva più volte invitato a riflettere, di un accorpamento “con pari dignità” tra il “Sacro Cuore” di Gallipoli ed il “Ferrari” di Casarano può dirsi definitivamente tramontata alla luce del Piano di riordino approvato dalla Giunta regionale. Se da Bari giunge la conferma che anche le strutture di base avranno, comunque, un ruolo “rafforzato”, resta la suddivisione di fondo (anche e soprattutto strutturale) tra i due ospedali tenendo il ruolo attribuito ora al “Ferrari” dovrebbe portare ad una riduzione dei posti letto dagli attuali 261 ad appena 80.
La soluzione dell’accorpamento era stata sposata, sin dalla prima ora, anche dall’oncologo Giuseppe Serravezza, mutuando una sua precedente esperienza nel Nord Italia: «È il modello da seguire, quello che io stesso ho attuato con il Polo oncologico Casarano-Gallipoli». L’idea era stata suggerita, nella Città bella, anche da Flavio Fasano (candidato sindaco per “Gallipoli futura”) mentre il locale Movimento 5 Stelle ipotizzava di “mantenesere e potenziare la parte acuta su Gallipoli e spostare la degenza a lungo termine su Casarano.