Missioni in Uganda e Perù per sacerdoti, seminaristi e volontari laici della diocesi di Nardò-Gallipoli

Il "mandato missionario" è stato affidato dal vescovo Fernando Filograna

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Nardò – Luglio e agosto “in terra di missione” per alcuni tra sacerdoti, seminaristi e volontari laici della diocesi di Nardò-Gallipoli che, nei giorni scorsi, hanno ricevuto dal vescovo Fernando Filograna il “mandato missionario”, nel corso di una messa celebrata nella cappella dell’episcopio.

Coordinati dall’Ufficio missionario (direttore don Giuseppe Calò, di Matino), da Caritas diocesana (direttore don Giuseppe Venneri, di Nardò) e dal Centro diocesano vocazioni (direttore don Antonio Bruno jr, che è anche rettore del seminario vescovile, di Galatone), si dividono in due gruppi.

Il primo gruppo, composto da don Giuseppe Calò, don Antonio Bruno, don Giuseppe Venneri, la farmacista Elisabetta Manieri Elia (di Nardò) e i seminaristi Giovanni Gabriele e Stefano (di loro la Diocesi indica i soli nomi per garantirne la privacy), è già partito alla volta di Pajuli, in Uganda e ritornerà i primi di agosto.

Il secondo gruppo, invece, che è composto dai seminaristi  Marco, Michele, Amleto, Pasquale e Mattia, partirà alla volta del Perù il prossimo 26 luglio per poi rientrare dopo ferragosto.

«Entrambi i progetti sono finalizzati alla conoscenza della Chiesa locale e alla maggiore comprensione della chiamata universale alla santità e nello specifico della vocazione cristiana e anche sacerdotale, di per sé aperta al mondo intero. Sono promossi – fanno sapere con una nota ufficiale dagli uffici di curia – con una particolare attenzione per i nostri teologi per corroborare il loro itinerario di formazione al presbiterato».

Questi ultimi, infatti, il 25 aprile scorso sono stati ammessi all’Ordine del diaconato e del presbiterato e proseguiranno gli studi di teologia e sacra scrittura per i prossimi tre anni. Il primo gruppo, invece, prosegue  un rapporto di fratellanza e di amicizia in piedi già da cinque anni, con buoni frutti, anche.

Questo, infatti, è quanto sin qui realizzato: la costruzione di una scuola, con le ultime quattro aule che saranno inaugurate proprio nei giorni della loro permanenza in Uganda, un dispensario farmaceutico con annesso ambulatorio medico e stanze di degenza, un allevamento di maiali e una cooperativa agricola per la coltivazione di mais e legumi, e, da ultimo anche, si cercherà di organizzare un gruppo di mamme che realizzano piccoli manufatti e accessori (quali borse e altro), lanciando i loro prodotti nel mercato internazionale del commercio equo e solidale.