Giuseppe Venneri col Sindaco Stefano Minerva

Gallipoli – Un milione 200mila euro di oneri di urbanizzazione, a fronte di edifici nuovi, non versati dal 2012 ad oggi. A tanto ammonta la “distrazione” di coloro che sono titolari di un immobile e che si “dimenticano” di pagare il dovuto in termini di contributi per le reti urbane (luce, acqua, gas) presenti in quella zona. Il recupero da parte del Comune è però iniziato e va avanti con buone prospettive. Finora sono stati già incassati circa 300mila euro.

Sono i frutti dell’operazione lanciata dall’assessore al Bilancio, Giuseppe Venneri, che è anche il vice di Stefano Minerva. La verifica portata avanti dagli uffici finanziari sta facendo emergere evasioni consistenti anche nei casi in cui l’importo da versare al Comune era stato, su richiesta del cittadino direttamente interessato, spalmato tramite una rateizzazione. Sono i titolari privati, più che le imprese edilizie, a far salire l’arretrato negli incassi comunali, guardati con una certa attenzione dalla Corte dei conti che intervenne con un sollecito una decina di anni fa.

Secondo quanto previsto dalle norme in vigore, una percentuale degli oneri va pagata al momento del ritiro del permesso di costruire. Poi è previsto il versamento di un’altra parte in corso d’opera ed il infine il saldo con l’agibilità. Solo che in molti si fermano subito dopo il ritiro del permesso di costruire. Al Comune arrivano infine le dichiarazioni di agibilità a firma del titolare dell’immobile e del suo tecnico che andrebbero sottoposte a controlli e sopralluoghi che però, per carenze di organico, spesso non si fanno.

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Il meccanismo, in buona o – in moltissimi casi – cattiva fede, è noto e piuttosto diffuso. Funziona, a quanto pare (anche per gli allacci Enel, per esempio, c’è l’escamotage per continuare ad avere l’energia elettrica anche dopo il cantiere) fino a quanto il Comune non mette un punto e inizia a verificare carte e versamenti. Anche perché se non venisse avviato il recupero delle somme dovute, l’accusa di danno erariale passerebbe subito sulle spalle di amministratori e funzionari.

Il boom degli evasori Tari e Imu Ma non sono solo gli oneri di urbanizzazione ad essere sotto la lente d’ingrandimento del Comune. L’Ufficio Tributi ha in corso – avviato dal precedente assessore, Dario Vincenti – l’azione di rientro di somme dovute anche riguardante altre tasse e tributi, come Ici, Imu, Tarsu, Tasi, Cosap e Tosap. Tutto questo bouquet di prelievi finaiziari nel 2016 aveva fruttato 554.500 euro; nel 2017, a verifiche avviate, la cifra è salita a 1 milione 225.500 euro. Il boom, tra evasione ed elusione fiscale, si è registrato nel corso di quest’anno, quando si è riscontrato un abuso dal totale  assolutamente straordinario: ben 5 milioni 100mila euro; per un milione di euro sono state già spedite le cartelle di pagamento.

 

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