Metti una sera a Gallipoli a parlare di informazione locale e ad ammirare la nostra bellezza forse perduta

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PzzSlnt_32_01.inddMetti una sera a Gallipoli. A parlare di informazione locale nel teatro Garibaldi, nel cuore della città vecchia, per i cinque anni del quindicinale “Piazzasalento”, la sfida giornalistica a colpi di carta e di…web che Fernando D’Aprile e la sua “squadra” ora provano a vincere anche con il grande salto in edicola, raccontando le storie invisibili e illuminando le periferie, soprattutto umane, di questo angolo del Salento. Nelle estati degli ultimi anni Gallipoli è diventata, ed è stata soprattutto dipinta, come il simbolo dell’Italia gaudente e volgare. Sesso, droghe, alcol e rifiuti ne hanno fatto la capitale del turismo trash. Ma il degrado della città salentina, le cui cronache hanno riempito giornali e tv, non sono che la spia di un fenomeno che ha confini più vasti e radici più profonde. Segno del cedimento di un Paese senz’anima in cui tutto si brucia nella filosofia del mordi e fuggi, della dittatura del presente e che anche la bontà, per essere vera, deve essere esibita e un po’ cafona. Con l’urlo e l’insulto invece del dialogo, la deprimente banalizzazione del sesso, lo scatenato predominio dell’apparire a scapito di ogni percezione dell’essere.

“La bellezza salverà il mondo” afferma il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij. Da dove verrà la bellezza che ci salverà? Nel suo libro “Anima e corpo” Marcello Veneziani rilancia dai luoghi dell’anima del suo e nostro vecchio Sud valori come ordine e bellezza, timidezza e pudore come antidoto all’esibizionismo individualista di massa. Metti una sera a Gallipoli, che si chiude con il vento gelido che solca i volti e i vestimenti senza tempo dei confratelli di Sant’Agata e la processione che scorre, come direbbe Pierangelo Bertoli “tra le vecchie mura bianche di calce. Porto di pescatori e gente povera che invecchia sull’uscio di una sola stanza. Quando, chetato il mare, senza più una parola, le spalle curve, andremo in cerca della luna. Scalzi giocano a calcio sulla strada bambini che crescono solo per andarsene, che mai sarà di questo nostro restare insieme?” Che mai sarà? Forse la nostra bellezza perduta.

Valentino Losito, Presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia – Bari