Mercato del lavoro nella crisi Covid: calano le assunzioni, ma cresce la richiesta di professionisti (soprattutto nel digitale)

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Lecce – Il report annuale di Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro) traccia un quadro dell’evoluzione del mercato del lavoro inevitabilmente segnato dall’emergenza Covid.

Le tendenze in atto mostrano un calo delle assunzioni pari al 30% rispetto al 2019. Nonostante questo, però, ci sono alcune figure professionali ancora difficili da reperire, con una domanda che addirittura sale, rispetto al 2019, dal 26 al 30%.

Digitale e green per ripartire

Generalizzato il calo dell’occupazione, che però incide più duramente su alcuni settori, come la filiera dell’accoglienza e della ristorazione a -40,7% e quella della moda a -37,9%. Flessione più contenuta, invece, nei comparti costruzioni (-15,9%), sanità e servizi sociali privati (-17,1%), agro-alimentare (-19,7%).

Per reagire alla crisi Covid, le aziende puntano sulle competenze digitali (richieste per 6 assunzioni su 10) e green (ricercate per 8 posizioni di lavoro su 10). Riguardo il digitale, in particolare, oltre 4 aziende su 10 hanno trasformato i propri modelli di impresa, puntando su digital marketing (in crescita del 16% rispetto al periodo pre-Covid), smartworking (+17%) e acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics (+10%).

Si cercano più profili specializzati, meno figure intermedie

Si consolida la tendenza che già da qualche anno vede una “polarizzazione” nella domanda di lavoro, con la crescente richiesta di figure specializzate soprattutto in ambito intellettuale, scientifico e tecnico. Molto richiesti, ad esempio, gli operai specializzati che operano nell’edilizia e in alcuni comparti del manufatturiero meno penalizzati dalla crisi.

Nel 35% delle offerte di lavoro il diploma di istruzione secondaria superiore è il titolo di studio preferito, ma cresce anche la domanda di laureati. Le lauree più richieste sono quelle a indirizzo economia, ingegneria, insegnamento e formazione, e ancor più gli indirizzi legati alle discipline scienza, tecnologia e matematica. I tecnici specializzati più richiesti sono quelli formati negli ambiti tecnologici mobilità sostenibile, tecnologie innovative per i beni e attività culturali, meccanica, sistema casa e nuove tecnologie della vita.

Tra i diplomi le richieste sono rivolte soprattutto agli indirizzi amministrativo, meccatronico e socio-sanitario, con difficoltà di reperimento che si concentrano in particolare negli indirizzi agroalimentare, informatica e telecomunicazioni, meccatronica.

I professionisti difficili da reperire

Per alcune figure professionali non ci sarebbe crisi, al contrario: pur molto richieste, sono figure difficili da trovare, mancano le competenze. Si tratta di professionisti legati ai servizi digitali, come analisti e progettisti di software, tecnici programmatori; ma anche farmacisti, esperti nella progettazione formativa e ingegneri civili.

Tra le figure operaie più difficili da reperire ci sono invece attrezzisti, addetti a macchine utensili industriali, meccanici e riparatori di automobili; muratori, carpentieri ed elettricisti, figure queste ultime coinvolte nella svolta ecosostenibile che sta attraversando il comparto edilizio.

Riguardo i dati sulle aree aziendali, si registrano difficoltà di reperimento massime nell’area progettazione/ricerca e sviluppo (49%, in linea con il 2019) e nei sistemi informativi (57%, in crescita di 3 punti percentuali), oltre che nell’area installazione/manutenzione (42%, +4 punti percentuali). Anche nel comparto artigiano 4 figure su 10 sono difficili da reperire.