Guardia di finanza (3)

Ugento – Una vera e propria associazione a delinquere creata alla scopo di frodare il fisco vendendo gasolio agricolo, a basso costo, come carburante per le auto o per il riscaldamento: sono 22 i soggetti implicati, a vario titolo, nella maxi truffa da oltre 14 milioni di euro smascherata ieri dalla Guardia di finanza, dopo circa due anni di indagini, tra Ugento e Taviano.

Gli indagati Insieme al legale rappresentate di una società di carburanti, il 56enne di Taviano A.R. finito in manette, le misure cautelare più severe sono state adottate nei confronti di altri tre soggetti: il 34enne di Nardò D.G., il 24enne di Gallipoli L.R. e la 50enne di Ugento G.C., per i quali è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Insieme a loro l’inchiesta coinvolge altre 18 persone, tra dipendenti e imprenditori agricoli, di Taviano, Ugento, Racale, Galatone, Melissano, Nardò e Ceglie Messapica.

Secondo le accuse, i depositi di carburanti (due dei quali abusivi) sarebbero stati trasformati in vere e proprie stazioni di servizio dove i clienti si recavano per fare il pieno di gasolio a buon prezzo. I finanzieri hanno documentato la cessione di circa tre milioni di litri di gasolio.

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L’imponibile sottratto al fisco è stato valutato in oltre 37 milioni di euro per una corrispondente evasione di imposta (tra Ires ed Iva) di 14 milioni di euro, oltre ad una accisa evasa per circa 2 milioni di euro.

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