Maglie, l’arte 3d di Tina Marzo torna in mostra fino al 6 gennaio

Una mostra non solo da vedere ma da vivere, con il pubblico che diventa parte dell'opera

16356

Maglie – Spazio, e quindi meraviglia, raddoppiati nella mostra delle installazioni di Tina Marzo a Palazzo De Marco (in piazza Moro): dopo il successo ottenuto l’estate scorsa, le opere interattive in 3d dell’artista magliese saranno nuovamente esposte, fino al 6 gennaio. La mostra, ampliata nelle sale e arricchita con installazioni a tema natalizio, si può visitare nei giorni feriali dalle 17 alle 22, nei festivi dalle 16 alle 23,30. Biglietto 5 euro adulti, 3 euro per bambini fino a 12 anni.

Per sua stessa natura l’arte è sempre interattiva, perché stabilisce una relazione tra artista e spettatore con la mediazione dell’opera. Questo rapporto statico e contemplativo è rimasto inalterato fino agli anni Novanta del secolo scorso quando, con l’affermarsi e il diffondersi della multimedialità, il coinvolgimento dello spettatore è divenuto multisensoriale. Da quel momento viene messo quindi in discussione il ruolo dell’artista ed è enfatizzato quello del pubblico. Può succedere, allora, come accade nelle installazioni della Marzo, che lo spettatore si muova intorno all’opera o dentro di essa, diventandone parte.

Una mostra non solo da vedere, ma da vivere. Non meraviglia vedere gli adulti divertirsi a “salire” su una zattera per sfuggire a uno squalo, bambini arrampicarsi sui muri in precario equilibrio, galleggiare su una ninfea nello stagno, esporsi sorridenti al lancio dei coltelli, sedersi su un pacco natalizio diventando così la vera sorpresa. Dal punto di vista tecnico, come racconta la stessa artista, “Si tratta di disegni realizzati su foglio e ingranditi su banner che appaiono fortemente distorti e informi. Sarà poi l’utilizzo di un obiettivo fotografico a ricomporre nuovamente  l’immagine nel suo aspetto naturale”. È un’esposizione, quindi, “non solo da vedere ma da vivere, mettendo in gioco la fantasia… Questo tipo di mostra è già presente come museo in Cina e in Thailandia, in Europa credo proprio di essere l’unica”, conclude.

Pubblicità

Tina Marzo è nata nel 1974 a Specchia Gallone, studi artistici e laurea all’Accademia delle Belle arti di Lecce, poi matrimonio e famiglia (5 figli) a Maglie.

Tina Marzo

Dalla forte passione per il disegno realistico e per la ritrattistica nasce la sperimentazione orientata alla tecnica dell’anamorfismo tridimensionale. Realizza una serie di disegni deformati a mano libera ottenendo una straordinaria illusione ottica che inganna la mente, con personaggi e oggetti che fuoriescono dal foglio di carta o galleggiano su di esso.

Esperienze internazionali e il plauso di Sgarbi. Un’installazione 3d di Tina Marzo è presente ora alla biennale di Venezia, nel padiglione Guatemala sul tema della Torre di Babele. I suoi dipinti anamorfici sono stati apprezzati da Radini Tedeschi e da Vittorio Sgarbi, che l’ha indicata fra le artiste più valide in quest’ultimo decennio. Quest’anno sarà presente anche nell’Atlante dell’arte contemporanea edito De Agostini e nel Catalogo dell’arte moderna Mondadori. Altri suoi dipinti sono stati apprezzati dalla Spectrum di Miami, da Art fire di New York e Tokyo, Barcellona Casa Batllo, le Caroselle du Louvre di Parigi, Art Monaco e hotel de Paris di Montecarlo. La prima mostra anamorfica della Marzo è stata fortemente voluta e presentata da José Van Roy Dalì (figlio di Salvador Dalì). Lo scorso anno, invece, le mostre dell’artista a Salerno e Firenze sono state curate da Vittorio Sgarbi e Armando Principe.

 

Pubblicità