Maglie, i ragazzi dell’istituto “Mattei” lanciano una campagna di comunicazione contro il Coronavirus

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Maria Maggio

Maglie – Didattica a distanza al “Mattei” dopo la fase organizzativa iniziale svolta in via telematica con una riunione dei coordinatori dei dipartimenti disciplinari, l’animatore digitale, l’amministratore di sistema e il responsabile del sito. Lo strumento base di comunicazione ufficiale con gli studenti e le famiglie è, come per tutti gli istituti scolastici, il registro elettronico in uso da anni. Ma si va al di là e il lavoro di ricerca è continuo.

Ogni docente – sottolinea la dirigente Maria Maggio – cura l’interazione con i propri studenti mediante tutti i canali telematici già utilizzati (mailing list, messaggistica istantanea, piattaforma moodle, altre classi virtuali già predisposte), per fornire stimoli per lo studio e l’approfondimento domestico e feedback sulle attività svolte”.

Piattaforme da testare e supporto costante

Si cercano anche nuove strade: “Gli esperti informatici, che da tempo integrano la didattica in presenza con attività telematiche, sono costantemente al lavoro per testare varie piattaforme e supportare i colleghi meno esperti”, spiega la dirigente.

I ragazzi – aggiunge – rispondono bene, partecipano, scaricano i materiali, svolgono i compiti assegnati e li restituiscono ai docenti. Anche la segreteria fa la sua parte, fornendo pressoché in tempo reale le credenziali di accesso al registro a chi le ha smarrite”.

Campagna di comunicazione in remoto, contro il Coronavirus 

Gli studenti stanno a casa, invitano a seguire il loro esempio. E sembra che questa situazione dia nuova linfa alla loro creatività.

Gli allievi del settore Grafica e comunicazione, infatti, hanno realizzato in remoto una campagna per promuovere comportamenti responsabili e la stanno diffondendo su Facebook e Instagram. È il loro contributo a fare squadra, a non mollare, a essere responsabili perché tutti “pazienti”, come recita uno degli slogan. 

I punti deboli 

Tutta la scuola è impegnata perché questa pausa forzata non diventi perdita di tempo. Certo le difficoltà ci sono: “Purtroppo – aggiunge la dirigente – non sempre l’infrastruttura informatica ‘regge’: le videoconferenze si interrompono quando gli utenti collegati sono troppi e, probabilmente, il problema non è legato ai software specifici, ma alla qualità della connessione. Perciò si predilige la modalità asincrona, a scapito dell’interazione, o si usano canali non dedicati, ma che funzionano, come Youtube e Whatsapp“. 

E si guarda al futuro, al protrarsi di questa situazione che potrebbe aggiungere problemi alla valutazione: “Un tema da affrontare se la sospensione delle attività in presenza dovesse protrarsi a lungo è quello della valutazione. Ma per ora l’obiettivo è soprattutto far sì che i ragazzi continuino a percepire la scuola come il proprio habitat, sia pure virtuale, e l’apprendimento come il proprio compito essenziale”, conclude la dirigente.