Maglie, Antonio Caprarica a l’Alca per ricordare la figura e l’opera di don Giuseppe Colavero

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Antonio Caprarica

Maglie – Il Canale d’Otranto, con le sue storie antiche e recenti di migrazioni, sarà al centro dell’incontro con il giornalista e scrittore Antonio Caprarica, invitato dalla Fondazione don Giuseppe Colavero. L’appuntamento è per mercoledì 20 marzo alle ore 18.30 presso il Museo l’Alca, per un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Amministrazione comunale.

L’incontro e il tema trattato rappresentano il modo migliore per ricordare don Giuseppe Colavero a tre anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 28 marzo del 2016. Quando il 2 marzo del 1991 arrivarono i primi profughi albanesi nel Salento fu proprio don Giuseppe, allora direttore della Caritas diocesana, a prestare soccorso e a coordinare gli aiuti. Da quell’anno, fino alla fine dei suoi giorni, non ha smesso di guardare ad est, in particolare al Paese delle Aquile, dove si è diffusa l’associazione che profeticamente intitolò “Agimi” (alba, in lingua albanese). Punto di riferimento è stata, ed è, la struttura Eurogiovani, ora “Oasi della convivialità”, dove hanno trovato ospitalità albanesi e non solo. Il tema dell’incontro riprende quindi un discorso mai interrotto perché, grazie alla donazione di don Giuseppe, che ha lasciato tutti i suoi beni ai poveri, è nata la Fondazione a lui intitolata. Una fondazione che fa “camminare” quelli che alcuni considerano sogni e che invece trovano realizzazione concreta nell’Oasi della convivialità.

Don Giuseppe Colavero

Migrazioni, riscoperta delle radici comuni dei popoli del Mediterraneo per favorire il dialogo interculturale e interreligioso: su questi temi si è concentrato l’impegno di don Giuseppe, oggi portato avanti dalla Fondazione a lui dedicata.

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«Caprarica, d’origine salentina ma cittadino del mondo – dichiara Alessandro Distante (di Tricase), presidente della Fondazione – saprà cogliere e farci apprezzare i punti di contatto tra le popolazioni e ci aiuterà nella lettura del fenomeno migratorio come naturale, se non addirittura necessario. Non a caso Caprarica, leggendo la situazione italiana e forte delle esperienze di integrazione tra popoli in Inghilterra, ha spesso assunto posizioni anche dure contro chi guarda al fenomeno con chiusura e diffidenza».

Alessandro Distante

La Fondazione e l’accoglienza. L’Oasi della convivialità opera nell’accoglienza dei senza tetto e ha attrezzato un parco con un orto sociale e spazi per passeggiate e incontri, anche di gruppo. «L’idea – spiega il presidente della Fondazione – è creare un luogo dove sia piacevole trascorrere un po’ di tempo, magari mettendo a disposizione le proprie capacità per aiutare gli altri. Un’oasi, appunto, dove gustare la bellezza di stare insieme”.

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