Lungo stop per la chiesa

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Alezio. Si prospettano tempi piuttosto lunghi per la riapertura della chiesa dell’Addolorata, chiusa in seguito al fulmine che il 2 dicembre si è abbattuto sulla croce posta sopra la cupola, provocando danni di cui solo gli accertamenti successivi da parte degli organi competenti potranno definire l’entità. «Non si parla di settimane – dice il tecnico di fiducia della parrocchia architetto Mauro Bolognese – ma di mesi, considerando che, oltre ai problemi tecnici e logistici, bisognerà affrontare anche l’aspetto economico, che non è secondario».  Si prospettano, infatti, spese ingenti, cui la chiesa dovrà provvedere con risorse proprie e con il coinvolgimento del Consiglio pastorale diocesano. La messa in opera di una idonea impalcatura comporta già costi notevoli, essendo la cupola della chiesa alta più di 25 metri. «Si stanno valutando anche soluzioni alternative – continua l’architetto – come un “cestello a ruote gommate a pantografo”. Questa soluzione comporta altri problemi logistici come lo smontaggio della balaustra e uno studio delle conseguenze che il carico potrà avere sul pavimento della chiesa». Una volta accertato il problema sicurezza, i tecnici della curia, tra cui l’ing. Giorgio De Marinis di Ruffano, potranno stabilire se e quali ulteriori interventi effettuare.

Una brutta tegola per il parroco don Antonio Minerba, già alle prese con la sistemazione della torre civica dell’orologio della stessa chiesa. «Anch’io ho scritto a Babbo Natale e gli ho chiesto una chiesa bella»: ha raccontato, sorridendo, ai bambini di fronte alla “Casetta di Babbo Natale”.

Frattanto tutti gli eventi religiosi in programma nella chiesa saranno spostati presso la Lizza. Tra questi anche la prima “messa del futuro neo-sacerdote don Fabio Toma, fissata per il 29 dicembre (l’Ordinazione avverrà giovedì 27, alle 18, nella cattedrale di Nardò con monsignor Domenico Caliandro).

Rocco Merenda