Lotta al Coronavirus: dal circolo nautico di Santa Caterina 10mila euro per sostenere il “Fazzi” di Lecce

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Santa Caterina (Nardò) – La Lampara offre il suo contributo all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. È di 10mila euro la somma raccolta dai soci dal circolo nautico di Santa Caterina destinati all’acquisto di quattro kit di test di biologia molecolare per la ricerca sull’emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

So che ci sarà ancora da soffrire – è il pensiero del presidente Domenico Falco – ci saranno sacrifici da compiere, ma bisogna sforzarsi di vedere la luce. Io sono ottimista, ma non visionario. Non sottovaluto le difficoltà che viviamo ed i sacrifici che sicuramente ancora dovremo sopportare, tuttavia ho il dovere di essere ottimista, me lo impone il mio ruolo”.

Sarà una estate tutta “particolare”

La sessione estiva è un’incognita e come in seno ad ogni altra attività che poggia sulla calda stagione, le perplessità non mancano: “Ma essere ottimista vuol dire proprio questo – aggiunge Falco – intravedere un futuro. Nessuno di noi può dire oggi quando tutto ciò finirà, ma il pessimismo non serve”.

“Viviamo alla giornata, seguiamo scrupolosamente le direttive che ci vengono date. Ci diamo – prosegue il presidente del circolo – gli stessi termini che ci indicano le autorità e i nostri termini li faremo slittare assieme a tali date. Nonostante ciò dobbiamo credere in una possibile, lontana apertura. Che sia ritardata, accorciata, con limitazioni, ma dobbiamo credere che la Lampara non solo ci sarà nel futuro, ma tornerà anche più forte di prima”.

“La Lampara una famiglia allargata”

circolo di via delle Nereidi, nato nel 1961 ed ormai prossimo ai 60 anni di attività, ogni anno si rinnova nel segno di attività ludico-ricreative, culturali e sportive. “Quando siamo nati come circolo eravamo una piccola famiglia, ora lo siamo in versione allargata, all’interno della quale si sono intrecciate vite, amicizie, amori e nuove parentele. Da noi sono cresciute più generazioni”.

Come in ogni famiglia, ogni tanto vi è qualche dissapore, che però alla fine si stempera nel comune amore per il circolo. Possiamo ancora soddisfare esigenze, erogare servizi – conclude Falco – ma ciò che più conta è lo sviluppo di un senso di appartenenza. Questa grande famiglia che il direttivo mi ha dato l’onore di guidare, spero possa riunirsi quanto prima, sogno una grande festa”.