“L’ex ospedale di Nardò sia Poliambulatorio di III livello”: l’appello di Carlo Falangone

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Nardò – «L’ex ospedale di Nardò deve essere riconvertito in Poliambulatorio di III livello». È Carlo Falangone,  candidato sindaco alle prossime elezioni,  a tornare sulla decisione della Asl di trasferire al “Fazzi” di Lecce il Centro di procreazione medicalmente assistita, per anni attivo al “Sambiasi” di Nardò.

«Sappiamo bene che tali ragioni si basano sulla necessità di collocare lo stesso centro in una struttura ospedaliera e, nonostante il rammarico per l’ennesimo depauperamento del Presidio territoriale di assistenza di Nardò, auspichiamo che da tale trasloco scaturisca un effettivo miglioramento nell’assistenza alle donne che attendono di poter mettere al mondo una loro creatura. Non riusciamo però a comprendere perché l’Asl, in attesa di creare le concrete condizioni per accogliere il Pma presso il “Fazzi” (impiegando tempi inspiegabilmente molto lunghi), ne abbia bloccato ormai da molto tempo l’operatività presso il “Sambiasi”», afferma Falagone.

La candidatura

L’ex vicesindaco della Giunta Risi, pedina-chiave del centro-sinistra neretino, sabato 20 marzo ufficializzerà la sua candidatura a Sindaco alle ore 11 sulla sua pagina Facebook: accanto a lui anche l’europarlamentare Chiara Gemma, la deputata Soave Alemanno, il vice presidente del Consiglio regionale della Puglia Cristian Casili, la coordinatrice di “Nardò progressista” Alessandra Boccardo, il coordinatore di “Futuro comune” Cosimo De Cupertinis.

Partendo dal principio “che impone di assegnare alcuni servizi sanitari alle strutture ospedaliere, tenute a dare risposte adeguate alle urgenze”, Falangone  ritiene “indifferibile la concreta applicazione del Protocollo d’intesa firmato nel 2013 da Regione, Asl e Comune di Nardò, in base al quale l’ex ospedale di Nardò deve essere riconvertito in Poliambulatorio di III livello”.

« In questa direzione sono stati fatti indubbi passi in avanti, ma si sono dovuti registrare inaccettabili cadute di operatività, in particolare nel day service chirurgico e in alcune attività ambulatoriali. Compito dell’Asl è quello di ripristinare pienamente tali operatività, adeguando risorse strumentali e professionali; compito della Regione è sicuramente quello di mettere a disposizione i mezzi necessari a dare attuazione al Protocollo d’intesa del 2013».