Leuca, ok gli esami dell’Arpa e il tratto urbano torna balneabile ma resta la rabbia dopo l’ultimo sversamento dei reflui

Mercoledì 26 giugno alle 18 il Sindaco ha convocato un incontro pubblico per fare "fronte comune" con cittadini e operatori

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Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) –  Il campionamento dell’Arpa da esito positivo ed il sindaco Santo Papa revoca il divieto temporaneo di balneazione nello specchio d’acqua antistante la torre dell’Omo morto a Leuca. Della vicenda che da giorni tiene banco nella marina se ne parlerà nell’incontro convocato mercoledì 26 giugno, alle 17 in Comune, dal sindaco Papa.

I fatti risalgono a sabato 22 giugno quando, a seguito della rottura improvvisa di una condotta fognaria su via Gorizia a Leuca, le acque reflue hanno invaso la strada e sono giunte sino in mare facendo scattare le operazioni d’urgenza per il ripristino del guasto.

Il sindaco Papa preannuncia l’intenzione di adire alle vie legali contro Acquedotto Pugliese nel caso in cui non si risolva definitivamente l’annoso problema delle fogne a Leuca. «Siamo stanchi – afferma – di questa situazione che ogni anno provoca al territorio un gravissimo danno all’immagine. Valuteremo un intervento nelle opportune sedi purché le cose cambino»”.

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Sull’episodio è intervenuto anche Acquedotto Pugliese per chiarire come quanto accaduto non sia in relazione con l’impianto di depurazione a servizio di Castrignano del Capo, Gagliano e Patù che, invece, “funziona correttamente e rilascia acque chiare e inodore, nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente”.

Nonostante l’acqua fosse ritornata cristallina a partire dalla mattina del giorno successivo all’accaduto, l’immagine delle acque leucane invase dai liquami è diventata virale scatenando la rabbia e la delusione di turisti e residenti.

Grande lo sconforto anche per gli operatori turistici che da anni investono soldi e fatica per far ripartire un turismo che a Leuca sembra essere sempre troppo lento. Sforzi vanificati da episodi come quello di sabato scorso.

Le responsabilità. In base alle ricostruzioni fatte, a saltare sembra essere stata parte della condotta fognaria, un tubo di circa quattro chilometri che dalla marina arriva fino al depuratore consortile. Lo squarcio di un metro e mezzo circa potrebbe essere stato causato dalla condotta stessa ormai troppo vecchia e con un diametro troppo piccolo per sopportare la pressione.

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