Il tumore il calore la vita

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editoriale fernando d aprileUn giorno accompagnando una persona a fare degli esami, il medico mi ha chiesto se era da molto che non facevo una  mammografia, e me ne ha prenotata una dopo quattro giorni.

Il ritiro del referto e la consultazione con lo specialista hanno stravolto la mia vita.

Ricordo che mentre il dottore mi parlava, non riuscivo a mettere a fuoco la sua figura e non mi sentivo più le gambe. Avevo tre microcalcificazioni e mi veniva consigliato di asportare un quadrante del seno.

Sperando che forse ci poteva essere un errore in tutto questo, mi sono voluta sottoporre ad un esame abbastanza invasivo: la biopsia con mammotome. Nonostante il periodo pasquale, le lacrime e le preghiere, il referto non lasciava dubbi. Nove frustoli su dodici prelevati erano positivi, non si trattava piu’ di asportare un quadrante del seno, ma si parlava di asportare completamente il seno: la Mastectomia.

Che parola orribile.

Nonostante mi sembrasse una cosa molto più grande di me ed avevo seri dubbi di poterla superare, oggi grazie a Dio ed all’affetto dei miei famigliari, dei miei parenti e di tutti i miei amici, ho superato l’intervento e pian piano mi sto riprendendo, ma volevo ringraziare soprattutto una persona che è stato il mio “Angelo Custode”.

Caro dott. Luigi Manca io le sarò grata in eterno per tutte le attenzioni che ha avuto per la mia persona. Raramente la professionalità si associa all’umiltà, disponibilità (anche d’ascolto), perfezionismo, spirito di sacrificio, scrupolosità, necessità di avere certezze confrontandosi con altri professionisti, in uno spirito di sana collaborazione e mai di competizione per il bene dell’altro. Grazie, dott. Luigi Manca, se non fosse stato per Lei e per i suoi super efficienti collaboratori, io non avrei saputo dove andare e a chi rivolgermi. Siete stati Voi che avete telefonato, prenotato per me e mi avete richiamata.

Scrivo questa lettera per dire a tutte le persone che vivono o si troveranno a vivere una situazione del genere di non catapultarsi subito in uno dei tanti viaggi della speranza chissà dove, perche’ accanto a tanti casi di malasanità, esistono anche tanti casi non di buona, ma di ottima sanità, ed e’ giusto dare merito ad alcune stutture sanitarie che sono un fiore all’occhiello della nostra realtà salentina. è questo che io ho trovato nella clinica Petrucciani  di  Lecce, dove efficienza, organizzazione, puntualità e tempestività, ma soprattutto attenzione nei confronti del malato (sia del personale medico e non) sono le regole all’ordine del giorno. Grazie dott. Luigi Manca, grazie dott. Cardone Patrizio (chirurgo plastico), grazie dott. Carriero Antonio (sezione senologica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce), che vedendomi sfinita dopo la biopsia mi ha accarezzato il viso, dicendomi che ero stata bravissima (io bravissima?), grazie dott. Bonvicini Ciro (anestesista della clinica Petrucciani), che vedendomi piangere prima di entrare nella sala operatoria perche’ avevo paura di non svegliarmi dopo l’intervento per un mio precedente problema, mi ha accarezzato i capelli dicendomi di non preoccuparmi che la sala operatoria stava per essere preparata proprio per me. Grazie, grazie a tutti gli infermieri, io con Voi mi sono sentita veramente coccolata ed al sicuro ed invito tutti coloro che conoscono persone che vivono una situazione del genere a star loro vicini con affetto, ad incoraggiarli ad essere positivi ed ottimisti, perche’ la cosa peggiore di queste malattie, non e’ tanto la sofferenza ed il dolore, ma l’essere presi dallo sconforto nel sentirsi emarginati e soli.

Grazie a tutti