Le voci della scuola/ L’ultimo pezzo di Elisa e Tommaso; gli incontri al telefono; le video lezioni e la lezione della Natura: la prossima rivoluzione si chiamerà sostenibilità

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Dalla propria stanzetta allo studio al telefono con i compagni; dai dubbi sul volto del genitore alle speranze inevitabili che la Natura appena può rinasce; dal consumismo e dal denaro ad Agenda 2030 e alla sostenibilità: questi ed altri i pensieri che compongono “le voci alla scuola” che il Coronavirus ha chiuso ma solo fisicamente. Ce ne parla, con un impegnativo sguardo d’insieme Martina, quinta A del “Moccia” di Nardò.

Mi ritrovo spesso sola, nella mia camera piena di foto di momenti che ritraggono la mia felicità. Sono chiusa nella mia casa, chiusa in quarantena, aspettando che ci diano il via per ripartire.

Ogni giorno mi alzo e mentre consumo la mia colazione, ascolto il telegiornale per capire se ci saranno dei cambiamenti a breve, in positivo o in negativo;  poi guardo verso mio padre che ascolta con me il notiziario e vedo la sua faccia triste e speranzosa di poter tornare al lavoro,  ma purtroppo le sue speranze vengono subito distrutte, perché ciò che ci aspettiamo è ancora lontano; poi apro il mio profilo  Instagram e scorrendo, vedo  immagini di persone felici, che pur stando in casa cercano di inventarsi di tutto, pur di sopravvivere.

Mi soffermo a guardare un’immagine di due anziani che nonostante il vetro che li separa, si dicono parole dolci e quel fatidico “ce la faremo”. Quell’ immagine mi rende un po’ più felice, mi spinge a  vagare  con la mente,  a ricordare i miei amici, i miei sabato sera con una pizza fredda, ma buona perché mangiata in compagnia. Nel frattempo mi arriva un messaggio dai miei professori, che ci avvisa dell’inizio delle lezioni live, e delle video lezioni caricate sul registro elettronico…

La mia Scuola on-line sta per incominciare! Sono fiera dei miei professori che sin dal primo momento ci sono stati vicini, anche con messaggi via wathsapp, per non farci percepire il senso di abbandono, e  che continuano ad insegnare nonostante non ci sia più il dialogo in presenza, quello stare insieme che consentiva uno scambio più reale e più ricco; oggi però anche  attraverso uno schermo, sento la loro passione ed  il loro esserci è testimonianza di quanto abbiano a cuore la nostra vita e il nostro futuro.  

Finite le video lezioni, a mio padre viene un lampo di genio e crea un tavolo da  ping pong con lo scotch e racchette fatte con il cartone e così nonostante la mia poca voglia di divertirmi, mi obbliga a giocare con lui. Mentre ci divertiamo, mio fratello  più piccolo , c’interrompe perché ha bisogno del nostro aiuto con i compiti, che ,secondo me, sono eccessivi.

 La parte più bella della giornata  è il pomeriggio perché la mia amica e compagna di classe  mi chiama per fare insieme i compiti,  e così scherzando e scrivendo, confrontandoci e  studiando ci illudiamo che tutto sia normale; o forse no, non è un’illusione , in effetti è il nostro modo per sentirci vive e insieme.

Di questi interminabili giorni ho anche la mia colonna sonora, le note e le parole del nuovo pezzo di Elisa e Tommaso Paradiso, l’ascolto ogni giorno… Andrà tutto bene… va nelle mie cuffie! Già Andrà tutto bene, ripete la mia testa, come se fosse un motivo per andare avanti e superare ciò che ci impedisce di far tremare i cuori di nuovo.

Ritorno nel mio letto a pensare, a ragionare e mi ritrovo a   fare questa riflessione:  Nonostante tutto, la natura sta avendo i suoi vantaggi, rinasce..
I primi mesi di quest’anno scolastico abbiamo affrontato come approfondimento interdisciplinare l’Agenda 2030, l’interconnessione politico-economico-ambientale e sociale, e  la sostenibilità come chiave per accedere ad un futuro migliore, ma solo ora mi rendo conto che questi concetti non hanno più il valore di una materia scolastica e tutto si è trasformato in consapevolezza.  

Ma crediamo davvero che finita l’emergenza  Covid-19 cambieremo il nostro modo di rapportarci alla natura? C’è una risposta. Noi umani faremo sempre degli errori involontari che causeranno malattie come queste e la morte del nostro pianeta. Finito quest’incubo, forse saremo un po’  più consapevoli ed eviteremo altri errori volontari, come le guerre, lo sfruttamento forsennato, ma  temo che “l’occhialuto uomo” come lo definisce Svevo, nelle ultime pagine del suo romanzo “La Coscienza di Zeno” sarà sempre e  comunque assetato di consumismo e di denaro.

Ed è questa la mia paura più grande, la verità che mi si è rivelata attraverso il messaggio profetico di Svevo, quando definisce il genere umano come la vera malattia della Terra, perché  l’uomo diventa malattia per colpa del progresso indiscriminato e incontrollato, perché l’uomo   creando strumenti per il suo benessere, porta alla morte  la Terra e le sue creature, compresa l’umanità stessa; oggi come oggi viviamo in una situazione di caos in cui combattiamo una guerra silenziosa, creata dall’uomo in modo involontario.

In questa distruzione di massa, che sta mietendo vittime in ogni angolo del pianeta, ci resta la consolazione che questa  ha i suoi aspetti positivi: riporta l’uomo ai suoi passi di piccolo essere animale al pari degli altri e gli animali cacciati dal loro habitat naturale, riprendono il loro posto, facendo rinascere il pianeta. L’attivista Greta Thunberg e tanti altri attivisti e scienziati  ci avevano avvisati che il nostro pianeta ormai aveva i giorni contati, ma grazie ad un gesto involontario dell’uomo “malato”, il pianeta sta riprendendo la sua forma iniziale, proprio come aveva predetto Zeno, solo che noi combattiamo la nostra guerra, murati  vivi in casa.

Forse ci saranno altri attivisti, altri profeti… ma a mio avviso, la vera rivoluzione è iniziata,  il vero caos non parla, non fa rumore, agisce senza essere sentito.

Martina De Pascali – V AT Istituto “Moccia” – Nardò