Le pupe delle nonne

1552

Ugento. Durante quelle che vengono chiamate, magari in un modo un po’ distaccato, “feste comandate” viene sempre un po’ la voglia di riscoprire certe tradizioni antiche magari un po’ dimenticate, che ci aiutano a mantenere viva la nostra identità di popolo, appartenente a delle tradizioni radicate nel territorio. È per questo che la Pro loco Beach Gemini – Torre San Giovanni ha organizzato una giornata tutta dedicata alla realizzazione delle “pupe della nonna”, i tipici dolciumi fatti di pasta simile a quella del pane con un uovo sodo al centro, a simboleggiare la fecondità e la rinascita tipiche della primavera e del periodo pasquale.

Con la collaborazione del parroco di Gemini, don Mimmo Ozza, per tutto il periodo di Quaresima la sede della Pro loco è stata presa d’assalto da circa 200 bambini che hanno letteralmente messo le “mani in pasta”, realizzando pupe, galletti e cestini con l’aiuto delle mamme e soprattutto delle nonne, vere custodi di questa tradizione. Ad ogni bambino è stata poi data la possibilità di portare a casa la sua pupa, con tanto di bigliettino con il proprio nome.

Nella simbologia cristiana, l’uovo rappresenta la nascita, il rinnovarsi del miracolo della vita, ed è proprio don Mimmo a spiegare che il pulcino che viene fuori spontaneamente dal guscio, con le sue proprie forze e non perché ci sia qualcuno dall’esterno che glielo impone, si pone come un ideale parallelo con la resurrezione di Gesù, che lascia le sue spoglie mortali per ascendere al cielo.

Per questo motivo il consumismo non dovrebbe prendere il sopravvento su questi momenti che danno anzi un senso sempre nuovo e speciale alla nostra quotidianità. Ed è sempre importante che i bambini si accostino ai grandi temi anche attraverso la realizzazione dei dolci tradizionali che hanno nel simbolo la loro forza.

Laura Primiceri