Lavoro senza tutele e diritti, anche a Lecce i giudici onorari organizzano un flash mob

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Flash mob magistrati onorari (foto d’archivio)

Lecce – Un flashmob per portare all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche legate alle condizioni di lavoro di un’intera categoria: a organizzarlo sono i magistrati onorari in servizio presso gli uffici giudiziari dei circondari dei Tribunali di Brindisi, Lecce e Taranto.

L’appuntamento è per sabato 9 gennaio, ore 11, a Lecce, presso lo spiazzo antistante l’ingresso del Palazzo di Giustizia in viale De Pietro. Coinvolti giudici onorari, giudici di pace, viceprocuratori onorari.

Numerosi i nodi ormai vecchi 

Il flashmob, promosso da un gruppo di 45 magistrati, durerà 15 minuti e vuol essere una manifestazione pacifica, che si svolgerà nel rispetto delle norme anti Covid. I magistrati vi prenderanno parte con toga, codici e una rosa in mano. “Si tratta di un movimento nato dal basso – afferma la dottoressa Anna Maria Cosi di Tricase – con epicentro a Palermo, che cerca di smuovere iuna situazione ferma al 2001.

L’obiettivo è protestare contro la mancanza di tutele che pesa sulla categoria: i magistrati onorari, scrivono infatti i firmatari dell’iniziativa in una nota, “sono retribuiti a cottimo e non godono di alcuna delle tutele giuslavoristiche riconosciute a qualunque lavoratore: oltre a non godere nella maggior parte dei casi di una retribuzione dignitosa, proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, non hanno diritto alla tutela previdenziale e assistenziale in caso di infortunio, malattia e maternità, né a periodi di ferie o a riposi settimanali retribuiti e ad alcun trattamento di fine servizio”. Il tutto è aggravato dalla situazione Covid, in quanto – si legge ancora nella nota – in caso di isolamento fiduciario o di malattia per questi lavoratori non esiste alcuna forma di tutela assistenziale.

Proteste in tutta Italia

Il Governo e le istituzioni tutte ignorano da tempo le legittime pretese della magistratura onoraria – scrivono gli organizzatori – nonostante la Commissione Europea e la Corte di Giustizia abbiano riconosciuto al magistrato onorario italiano lo status di ‘lavoratore subordinato'”.

E ricordano che la situazione attuale della categoria ha già portato a diffuse forme di protesta in tutta Italia, attraverso flash mob e in qualche caso anche con lo sciopero della fame.