Lascia Mellone e rimane senza gruppo in Consiglio comunale: a Nardò protestano le opposizioni

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Nardò – Un consigliere comunale lascia la maggioranza e rimane senza gruppo di riferimento. Accade a Nardò dove partiti e movimenti di opposizione contestano il presidente del Consiglio Andrea Giuranna. Lo scorso febbraio Luigi Venneri, unico eletto della lista “Pippi Mellone Sindaco” aveva deciso per il passaggio all’opposizione ricevendo, ad aprile, la comunicazione da parte del presidente Giuranna dell’esclusione da qualunque gruppo consiliare.

Decisione contestata alla radice dal direttore interessato che richiama l’applicazione del Regolamento comunale e preannuncia battaglia legale. Dopo il sostegno espresso su Facebook (“ambiente che Venneri probabilmente non frequenta e non ha il dovere di farlo, ci mancherebbe altro), intervengono ora partiti e movimenti di opposizione con una nota firmata da Pd, Coordinamento Italia viva, Udc, Città nuova, Grande Nardò, Progetto Nardò, Nardò progressista, Nardò Bene comune, Nardò liberal, Voce popolare, Gruppo politico R. My-A. Cavallo-R.Leuzzi, Antonio Antico e dai consiglieri comunali Carlo Falangone, Paolo Arturo Maccagnano, Giancarlo Marinaci, Roberto My, Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano.

Le opposizioni contestano l’operato del presidente Giuranna 

Andrea Giuranna

«Esprimiamo ferma condanna per l’ennesimo abuso perpetrato dal presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna, melloniano non nuovo a cantonate e interpretazioni pittoresche dei regolamenti comunali. Manifestiamo a Venneri piena vicinanza e sostegno per l’ignobile ingiustizia subìta, anche se ha parlato di “assordante silenzio della minoranza sulla vicenda”.

Lorenzo Siciliano preannuncia la convocazione della commissione Controllo e garanzia per discutere di questo atto “privo di alcun valore giuridico”. «L’errato richiamo di Giuranna all’articolo 10 del regolamento del Consiglio, che parla di tutt’altro, è solo l’ultima “perla” contro esponenti di opposizione, nata in palese violazione di legge che lo delegittima dal ruolo di presidente. Pertanto rinnoviamo a Venneri la nostra solidarietà per l’accaduto e non facciamo fatica a comprendere il suo stato d’animo essendo anche noi vittime dei comportamenti tutt’altro che terzi e imparziali del presidente del Consiglio comunale».