L’arrivo della Xylella a Polignano e la corsa dell’insetto vettore anche “in auto”: le ultime del fronte degli ulivi

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Gallipoli – Dapprima i risultati di una ricerca italiana poi gli ultimi dati sui monitoraggi con ulivi infetti a Polignano e Monopoli: la Xylella fastidiosa, l’altra epidemia datata 2013 e partita da un focolaio tra Gallipoli e Taviano, s’impone alle cronache per lo più assorbite dall’infezione da Covid 19.

La sputacchina, l’insetto vettore della Xylella fastidiosa, percorre in una stagione fino a 400 metri autonomamente con i propri arti posteriori, mentre è ancora da accertare la distanza percorsa dagli insetti, spesso anche di svariati chilometri, restando attaccati ad automezzi: questa la dimostrazione  di quanto il rischio che l’infezione continui a ‘camminare’ ad una velocità impressionante sia tangibile e grave.

La ricerca Università di Torino e Brescia e Cnr

Questi i risultati dello studio condotto dalle Università di Torino e di Brescia, il Centro di ricerca di formazione e sperimentazione in agricoltura (Crsfa) di Locorotondo e l’Istituto per la salute delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari e Torino e mirato ad accertare la capacità di diffusione attiva della sputacchina media (Philaenus spumarius), principale vettore di Xylella fastidiosa in Europa e pubblicati sulla rivista scientifica americana Environmental Entomology.

Versante controlli sull’andamento della epidemia da batterio da quarantena: con un infetto a Polignano a mare e due piante malate a Monopoli “trova drammatico riscontro l’avanzata della Xylella fastidiosa in provincia di Bari nella “zona indenne”, poco dopo il recente aggiornamento della zona cuscinetto effettuato il 2 novembre scorso.

Zona indenne assalita

Francesco Ferraro

A lanciare l’ennesimo allarme la Coldiretti regionale. Gli altri 78 ulivi infetti rilevati dai controlli dell’Arif, l’agenzia regionale diretta da Francesco Ferraro di Presicce – Acquarica, ricadono nella zona di contenimento tra le province di Brindisi e  Taranto “con la conferma della virata sia in direzione nord  nel Barese che nel Tarantino, verso occidente, come affermano dall’associazione dei coltivatori diretti.

Davanti a queste novità, la Coldiretti Puglia ritiene necessaria “una seria riflessione circa il nuovo regolamento comunitario approvato il 14 agosto scorso che ha ridotto a 50 metri, dai 100 metri inizialmente previsti, l’area buffer soggetta a taglio obbligatorio intorno alle piante infette per sottrarle all’azione di diffusione degli insetti vettori, come la cicalina sputacchina”.

L’allarme di Coldiretti

“Uno scenario ‘senza difesa’, soprattutto nell’attuale contesto pugliese dove è determinante l’attività di contenimento della malattia, è inimmaginabile. Lotta al vettore anche finanziata, monitoraggi e campionamenti sono attività cruciali – sottolinea Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione su piante sensibili e la successiva rimozione secondo legge, così come il controllo della presenza di potenziali vettori contaminati, restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione”.