L’altra quarantena: via ai monitoraggi su Xylella fastidiosa. Si riparte dalla Piana degli ulivi monumentali. Previste anche eradicazioni

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Gallipoli – C’è un’altra quarantena che interessa più della metà della Puglia e che è stata giustamente oscurata del tutto dalla quarantena che è toccata agli italiani, per contrastare proficuamente la diffusione del Coronavirus: è quella di Xylella fastidiosa, il batterio da quarantena appunto, introdotto probabilmente dal Centro America tramite il porto di Rotterdam con le piante ornamentali.

Da quasi sette anni il focolaio individuato tra Gallipoli e Taviano si è diffuso anche nelle provincie di Brindisi e Taranto, fino alle porte del Barese, facendo morire di sete migliaia e migliaia di ulivi.

Via alle azioni di contrasto

Dopo aver informato pochi giorni fa i prefetti pugliesi sulle misure fitosanitarie obbligatorie di aprile “come indifferibili e di pubblica utilità”, ai fini dell’autorizzazione dei conduttori agricoli con deroghe circa i movimenti consentiti, partono adesso le azioni di contrasto alla diffusione del batterio.

Il piano di azione prevede il monitoraggio e le attività di eradicazione e contenimento nelle aree delimitate cioè zona indenne, zona cuscinetto e zona di contenimento (20 km della zona infetta al confine con la zona cuscinetto in cui si applicano le misure di contenimento). Le attività saranno svolte anche in prossimità dei vivai riconosciuti “siti indenni” in base all’art. 9 della Decisione europea 789/2015 e successive modifiche e integrazioni.

Priorità ai siti di rilevanza paesaggistica

Il monitoraggio – attività particolarmente richiesto e seguito dalle autorità della Ue –  ripartirà a maggio e nelle diverse zone “sarà avviato prioritariamente dalla Piana degli olivi secolari (foto), che è tra le aree di rilevanza paesaggistica sociale, culturale o scientifico, così come definito dal Piano paesaggistico territoriale regionale (Pptr)”, come si legge in una nota della Regione.

Le misure agronomiche e i trattamenti fitosanitari per la lotta al vettore – ricordano dall’Osservatorio fitosanitario regionale – sono obbligatori nella zona cuscinetto e  zona  contenimento, ma sono fortemente raccomandati  in tutto il rimanente territorio regionale”.

La direzione dell’Osservatorio fitosanitario

L’Osservatorio si avvale del supporto di Innovapuglia, come gestore del Sit Puglia e dell’Agenzia Arif per le attività Irrigue e forestali per l’attività di monitoraggio, prevenzione, estirpazione e comunicazione finalizzate alla gestione della batteriosi causata da Xylella fastidiosa, nonché per l’attività istruttoria finalizzata al riconoscimento alle aziende agricole di eventuali contributi finanziari a fronte dei costi sostenuti per l’estirpazione delle piante infette.

Nella partita svolgono un ruolo rilevante anche i Carabinieri foresta, i quali attuano il controllo sull’applicazione delle  misure di contrasto alla diffusione della batteriosi.