Ladro d’identità individuato e denunciato: profilo social con nome falso e foto di un giovane motociclista morto poco tempo fa

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Nardò – Si firma “Claudio Renna” ma la foto sopra il nome e cognome è di un giovane scomparso nel marzo 2018 a seguito di un incidente stradale. Il falso profilo in circolazione su facebook è capitato per caso sotto gli occhi dei familiari e degli amici del defunto, di Nardò, rinnovando dolore, amarezza ma anche sgomento e rabbia.

Tanta rabbia, tale da spingere un suo amico a mettere un premio in denaro da consegnare a chi lo aiuterà a rintracciare il vero autore di una violenza inimmaginabile, di un furto di identità personale e privata. Cinquecento euro “a chi riesce a trovarmi di persona questo grandissimo… fatelo per Gaetano (Gaetano Grimaldi è il motociclista morto nell’incidente accaduto a Galatone, ndr), chi sa come si fa a trovare questo?”. Il post prosegue col numero di telefono da chiamare in caso di notizie utili.

Denuncia alla polizia postale dalla sorella

Potrebbero arrivare dalla polizia postale, subito allertata, le novità in cui tanto confidano chi lo conosceva e nutre ancora la tristezza per una prematura scomparsa. Tra gli ormai numerosissimi casi di profili falsi, con identità rubate, a fini di truffe, adescamenti, manipolazione di orientamenti politici e sociali, cominciano ad aumentare anche i casi di coloro che vengono “beccati” dagli investigatori e chiamati a rispondere penalmente davanti ai giudici.

In questo caso la denuncia appello di un suo amico sempre sul social aggirato dalle cattive intenzioni del ladro di generalità e foto, è del 7 dicembre scorso; quella ufficiale l’ha fatta la sorella . Si auspicano sviluppi anche per far comprendere, qualora ce ne fosse bisogno, la permeabilità del sistema su cui si basano questo ed altri social, nonostante le prime norme e limiti che gli Stati europei e gli stessi Usa stanno adottando. Ma la lotta sembra impari.

Limiti e norme gruviera 

Per fare un esempio un profilo su facebook – il social con 3 miliardi 100 milioni di iscritti – occorre avere non meno di 14 anni, eppure sono tanti gli under 14 che dribblano il divieto e partecipano alla grande community, con tutti i pro e i contro. Di profili fasulli generati da adulti invece ce ne sono, a quanto pare, molti di più: usano tutti i sistemi per restare anonimi mentre rasentano o commettono reati di vario genere.

Credono comunque di restare impuniti. Finché non li stana la polizia postale attraverso lunghe e complesse e ignote vie che aiutano in tanti casi a risalire al malvivente. Gli agenti sono sempre più attrezzati e preparati a questo nuovo ed inedito compito. Tra i reati più frequenti la diffamazione, l’estorsione, la circonvenzione di giovanissimi per lo più, a fini criminali.