La “Taranta” fa tappa a Nardò e Torre San Giovanni. Scelti i ballerini per il “Concertone” – LE FOTO

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NARDÒ. Pizzica e canti popolari protagonisti a Nardò lunedì 7 agosto,in piazza Salandra, per il concerto dell’’Orchestra popolare “La Notte della Taranta”. Nel corso della stessa sera, sempre nell’ambito degli appuntamenti itineranti che annunciano il “Concertone” del 26 agosto a Melpignano, in piazza delle Erbe è atteso Enzo Avitabile (“in Acoustic world”) per la sezione “Altra Tela”. Martedì 8 il Festival fa tappa, invece, presso l’area portuale di Torre San Giovanni (Marina di Ugento) con il lungo live che vede sul palco Cardisanti, Ionica Aranea, Ariantica e Antonio Castrignanò. Intanto sono stati selezionati i componenti del corpo di ballo per “La Notte della Taranta” tra gli oltre 70 provenienti da tutta Italia. Le prove, avviate già dopo le audizioni tenute dal coreografo e regista dello spettacolo per l’edizione 2017, Luciano Cannito, riprenderanno il 12 agosto in vista della serata finale. I ballerini sono complessivamente 19, di cui 10 popolari e  9 accademici: si tratta di Laura Boccadamo, Emanuela Capone, Sara Colonna, Laura De Ronzo, Cristina Frassanito, Lucia Scarabino, Serena Pellegrino, Pietro Balsamo, Andrea Caracuta, Stefano Campagna per i danzatori popolari e di Silvia Ciardo,  Anna  Donadei, Stefania Nuzzo, Giovanna Pagone, Francesca Sibilio, Renato Andretta, Francesco Bax, Marco Martano, Francesco Moro per gli accademici. I ballerini accompagneranno l’Orchestra Popolare Residente con  i quadri ideati  dal coreografo dell’edizione  2017 e ispirati ai ritmi della tradizione etnomusicale salentina. «Ho ascoltato tutti i pezzi che saranno eseguiti sul palco di Melpignano e cercato il senso profondo del testo. Da qui – afferma Cannito – sono partito per ideare le storie che racconteremo durante il Concertone finale. Sono principalmente storie di donne e le coreografie nascono da un’impronta teatrale ben definita, frutto della mia esperienza nei teatri del mondo. Tutta la mia carriera professionale di coreografo e regista è sempre stata basata sul rapporto umano, terrestre, popolare, etnico, della condivisione di storie tra persone, per me il senso stesso dell’esistenza del teatro, fin dalle sue origini. Ho sempre ricercato il motivo che sprigionava un determinato movimento. Non ho mai fatto danza astratta solo per l’estetica della coreografia. La mia è una danza di passione, di persone che si amano, si cercano, si travolgono, si raccontano. Corpi che raccontano emozioni. Corpi che raccontano storie. E le mie storie quasi sempre attingono dalle sorgenti della mia cultura di uomo dei Sud del mondo. Utilizzare la nostra forza culturale immensa ed ancestrale e trasportarla nel mondo di oggi è esattamente il motivo del successo planetario de La Notte della Taranta. Non poteva esserci evento più vicino alla mia passione professionale».