La ricetta del “Bottazzi” contro la dispersione giovanile

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Gli studenti del progetto “Comenius” e il dirigente Fasano

Franco FASANO preside BottazziCASARANO. Dispersione scolastica? Il professionale “Bottazzi” ha la ricetta per sconfiggerla. È il portale Eduscuola.eu ad indicare l’istituto superiore diretto da Franco Fasano come modello da seguire in questo ambito. Il sito web, dopo aver riportato i dati relativi al tasso di scolarizzazione nei paesi Ocse, rivolge la sua attenzione al sistema italiano, facendo il punto sulla dispersione scolastica.
Ed è proprio nella lotta alla dispersione che il “Bottazzi” si dimostra all’avanguardia. Basti pensare al programma di “peer education” in cui gli studenti delle ultime classi, dopo aver seguito un apposito percorso di formazione, fanno da tutor agli studenti più giovani. «Puntiamo – commenta il dirigente Fasano – alla formazione integrale dello studente che passa per un’attività interna alla scuola e una esterna, attraverso stage organizzati nel corso dell’anno scolastico e durante il periodo estivo». E i dati danno ragione al progetto, registrando un considerevole aumento dell’impegno nelle attività scolastiche, dell’autostima, del senso di benessere a scuola e delle competenze sociali e comportamentali. Il tutto in una scuola dove circa il 35% degli studenti proviene da un contesto disagiato e dove il tasso di abbandono è del 30%.
«Il nostro sforzo educativo – conclude la docente Rosaria De Marini – coinvolge la dimensione emotiva dei ragazzi, al fine di arginare il fenomeno della dispersione e puntando al benessere».

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