La mappa dell’infezione Covid: su tutti Taurisano; seguono Ortelle, Ruffano, Montesano. Melpignano unico a zero casi

1250

Gallipoli – Il bollettino quotidiano regionale certifica che i positivi in provincia di Lecce sono aumentati di 175. Il rapporto settimanale dell’Asl Lecce mette nero su bianco che sono diventati 2.052 da 1.529 che erano. In un modo e nell’altro viene sancito che il virus nel Leccese sta bene grazie ai nostri occhi, nasi e bocche. Ed è uniformemente diffuso ormai capillarmente, con particolari problemi per coloro che devono mettersi sulle sue tracce per tentare di contenerlo.

Se si eccettua lo zero che resiste da alcune settimane riferito a Melpignano o un unico caso registrato a Botrugno, Martignano, Surano, gran parte dei paesi ha questo sgradito e pericoloso ospite. Ed anche in presenze massicce. Taurisano ne è un esempio, con i suoi 204 casi, pari ad un ineguagliabile 17,5 per ogni mille residenti.

Gli “inseguitori” di Taurisano

Seguono a distanza Carpignano salentino con 27 casi e il 7,2; Melendugno al 6,2; Ortelle 33 e 5,6; Cannole col 5,4; Ruffano con 53 e il 5,5; Supersano con 19 e il 4,4; Montesano salentino con con 13 e il 4,9. Nella fascia dei 3 e 2 per mille figurano i paesi più grandi del Sud Salento: Casarano con 53 è al 2,2; idem Gallipoli con 45 casi; Maglie è al 2,3 con 32 casi; Racale con 42 e il 3,9; Alessano con 23 e il 3,7; Poggiardo con 18 e il 3; Melissano con 26 e il 3,7, Tiggiano 12 e il 4,2; Tricase con 56 e il 3,2; Ugento con 45 (da ultimo due casi nel consorzio di bonifica) e il 3,6.

Ma anche i piccoli e medi paesi crescono, contribuendo all’incremento della curva dei contagi: Giurdignano è al 3,1 per mille abitanti con sei casi; Miggiano con 11 e il 3,2; Diso con dieci e il 3,4; Patù, con cinque e il 3 per mille tondo; Sannicola con 19 casi e il 3,3; Sanarica con cinque e il 3,4; Santa Cesarea Terme nove casi e il 3; Minervino di Lecce con 12 e il 3,4; Tiggiano con 12 e il 4,2; Castro con 8 e il 3,4; Taviano con 31 e il 2,5.

Il caso delle due Rsa

Porto Cesareo è tra i centri con il maggiore incremento dell’infezione; sono 26 i casi per un 4,1 per mille. Sfiorano il 3 per mille Andrano, Morciano di Leuca; Specchia. In rampa di lancio c’è San Pietro in Lama con nove casi (cinque in più di sette giorni fa) e un 2,6 per mille. In paese però da poco si è verificata una infezione in una Rsa: nella Residenza sanitaria assistita sono stati finora riscontrati 12 casi tra ospiti e operatori.

Un’altra Rsa, stavolta di Lecce, è alle prese con lo stesso problema. Ma a parte questi due casi, con i possibili prevedibili sviluppi negativi, e il conclamato focolaio di Taurisano, la provincia leccese è stata devastata come altre da strutture per anziani o riabilitative come accaduto altrove. L’invasione però paese dopo paese non cambia la natura del problema, anzi.

Troppo diffusi i casi da tracciare

Rintracciare i contatti avuti famiglia per famiglia comporta un impiego di personale che non c’è. Da qui i ritardi anche nel rilascio dei documenti sanitari finali a quanti, dopo l’isolamento o la quarantena, devono tornare alla loro vita normale (si calcola attualmente un ritardo di una settimana circa).

Cosa parzialmente più agevole, da questo punto di vista, è individuare e circoscrivere un focolaio fino allo spegnimento. La percentuale dei casi che si verificano in ambiti familiari, già alta sette giorni fa, è cresciuta ulteriormente sfiorando il 40%.

Ma la provincia di Lecce tiene

Spiegano gli esperti: “La diffusione capillare della infezione da Covid 19 è adesso un serio problema, date le dimensioni del territorio interessato e le sue caratteristiche”. Senza dimenticare però che la provincia di Lecce, seconda per abitanti in Puglia, è al penultimo posto per contagiati (meglio sta solo Brindisi). Ancora; qui gni 10mila casi ci sono 40 positivi; in Puglia 101.