La mafia e certe “cattive abitudini”

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Il centro storico di Parabita e don Angelo CorvoPARABITA. Piccoli e grandi atti di illegalità di ogni giorno e poi il fatto eclatante, un Consiglio comunale che viene sciolto per mafia. I colpevoli silenzi di molti e i coraggiosi comportamenti di pochi. Tra questi pochi bisogna mettere don Angelo Corvo, di Nardò, per anni parroco a Parabita e ora a Galatone. Al bando i luoghi comuni: la mafia è ben radicata e pericolosa? Non ci sta don Angelo a condividere questa affermazione: «Dovremo iniziare – dice – a pensare in modo meno “identificativoˮ. Non esistono i buoni e i cattivi. Esistono atteggiamenti giusti e atteggiamenti sbagliati. Chiamare quelli sbagliati con termini altisonanti come “mafiaˮ o “organizzazioni criminaliˮ crea un alibi a chi ritiene che, in fondo, non siamo così cattivi, “loroˮ sono i cattivi, noi cosa facciamo mai di male?».

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