La dura vittoria di Metallo, i mostri sacri messi in fila e le occulte risorse. “Sì, quelle delle persone che ci credono”

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Racale – Ci ha tenuto a dire che la foto, postata in uno degli ultimi giorni di campagna elettorale per le Regionali, era stata presa dall’archivio, era riferita a tempi migliori rispetto a quelli attuali, segnati da vicino da una malattia congenita. Ma Donato Metallo, il dem, è così: il suo slogan “camminare domandando” la dice lunga sull’umiltà e sulla serenità di chi si sente “uno fortunato” e cerca di ricambiare quanto avuto con l’ascolto.

In questi giorni il giovane cittadino racalino (benché abbia 39 anni) è su tutti i media, attratti dal boom uscito dalle urne: un Sindaco del Sud Salento che mette in fila i big di Lecce ed altri, tra consiglieri uscenti e rientranti e quelli licenziati. Il picco,  l’ha fissato a 16.847 perché come dice “le campagne elettorali migliori sono quelle che finiscono con una vittoria, anche per un voto in più”.

“Decisi, anche quando le forze venivano meno”

Principi e metodi che ha fatto suoi ma che suoi non sono. Alle spalle una famiglia che ha respirato da sempre politica, con un ex Sindaco di quelli che si ricordano, il padre Pasquale chiamato alla guida di Alliste. Respirati da sempre gli stessi valori. Tra cui la tenacia nel perseguire gli obiettivi, meglio se “impossibili”: “Ci abbiamo creduto – commenta oggi il figlio – anche quando le forze sembravano venire meno. E al di là dell’amore, insieme, ce l’abbiamo fatta. Le cose succedono davvero”.

Su facebook, oltre alla gioia, si affacciano già auspici e appelli per il futuro prossimo: “Come, con tutti quei voti e neanche assessore? la rivoluzione succede…”. “Emiliano, dinostra di voler cambiare marcia e nomina Metallo all’Agricoltura”. Il diretto interessato sembrerebbe chiedere qualcosa di simile al rieletto Presidente della Regione Puglia: “A Michele Emiliano chiedo che si impegni a trasformare le realtà distorte di questo territorio”. Ampio più del solito, a giudicare dalle preferenze sparse dappertutto nel Leccese.

Primo in mezza provincia, secondo a Lecce

L’elenco dei paesi in cui Metallo guida la classifica dei suffragi è lungo. Si va dai grossi centri come Casarano (1.026), Gallipoli (1.193), Taviano (1.111), Ugento (422), Alliste (633), Melissano (417), fino a Surano (34), Sternatia (138), Squinzano (232), Alezio (337), San Cassiano (158), Caprarica di Lecce (77). E ancora Ruffano, Parabita, Matino, Alezio, Carmiano, Collepasso, Gagliano del Capo, Neviano, Ruffano, Sannicola, Seclì, Specchia, Tuglie.

Senza trascurare il secondo posto a Lecce città, dopo l’assessore uscente Loredana Capone, il primo a 1.213 e a 2mila tondi la seconda. A chi ha fatto circolare la voce su “mezzi straordinari” a disposizione del candidato Metallo, con riferimento ad alcuni familiari imprenditori, Metallo ha risposto: “Abbiamo vinto con il sorriso, abbiamo vinto senza “mezzi straordinari”, senza potentati ed investiture, abbiamo vinto tutti Noi, tutti insieme. Sappiamo vincere solo così e sono le vittorie più belle. Ci ha tenuto insieme solo il bene, la fatica e la speranza. Ora continuiamo il Cammino”.

Un trattamento extra 

Partendo sempre da Racale che al suo concittadino ha riservato un trattamento extra, con 2.502 preferenze: il suo competitore locale, Francesco Cimino, Lega, già amministratore comunale, ne ha prese un quinto. Briciole o poco più per gli altri: 95 a Capone, 21 ad un altro assessore uscente Sebastiano Leo, 94 a Pagliaro e Specolizzi, 41 a Cristian Casili. L’unico a tre cifre è stato Antonio Gabellone (Fitto), un veterano che si è portato via 328 voti.

“Ci abbiamo creduto anche quando le forze sembravano venir meno”, ripete il resiliente neoletto. Pronto a precisare che “quella foto non è di oggi”, bensì degli ultimi giorni della competizione, quando si è dovuto eclissare. Per poi stupirsi.