“La cariola dei premi, la gag al Premio Barocco e quella panchina a Sannicola”: Gigi Proietti nel ricordo del produttore televisivo Nello Marti

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Sannicola – «Gigi Proietti era una persona umile e adorabile e il suo sorriso travolgente»: così il produttore televisivo Nello Marti (di Sannicola) ricorda il mattatore romano scomparso lo scorso 2 novembre. Su tutti un episodio, quello della consegna delle tante statuette per gli Oscar Tv del 1996: «Ci volle davvero una cariola quell’anno».

Nello Marti, con la moglie Patrizia Bulgari, dal 1984 curava con la sua casa di produzione  la messa in onda su Rai1 del Premio Regia televisiva, comunemente noto come Oscar Tv. Il 25 aprile del 1996 al teatro Ariston di Sanremo, nell’edizione condotta da Paolo Bonolis e Daniele Piombi, Gigi Proietti, con il suo “Maresciallo Rocca” vinceva entrambi i premi “Miglior fiction”, sia della critica che del pubblico ed entrambi i premi “Grandi ascolti”, oltre alla statuetta come “Personaggio maschile dell’anno”.

« Ben 5 premi! Ci ponemmo il problema di come consegnarli tutti – ricorda Nello Marti – cosa mai successa nella storia della trasmissione e neanche del premio stesso che prima di divenire una trasmissione Rai, era un galà ideato da Daniele Piombi nel 1960. Così mi venne in mente di mettere in scena una gag spassosa, che lui apprezzò tantissimo, portando in scena una cariola, la stessa che uso ancora oggi per trasportare la legna».

Il sodalizio tra l’attore romano e il produttore di Sannicola proseguì poi con il premio Barocco di Gallipoli, sempre trasmesso sulla Rai, che gli venne consegnato nel 2003. «In quella occasione Proietti, Renzo Arbore e Lino Banfi misero su un siparietto unico, tutti e tre che insieme non si erano mai esibiti prima e mai più lo fecero dopo: Arbore al pianoforte, Proietti cantava e Lino Banfi fingeva di travisare le parole della canzone, con un risultato che faceva venire il mal di pancia dal ridere. In serata Proietti mi chiese di portarlo a mangiare in un luogo poco affollato, per rilassarsi un po’ e lo portai a Villa Prandico, luogo di cui si innamorò. Passammo dalla piazza principale di Sannicola e volle sedersi sulla panchina di marmo a godersi per 10 minuti abbondanti il fresco della sera.

«Questo è un luogo magico – mi disse – uno splendido teatro all’aperto». Aveva già visto Chiesanuova nel 1974, poichè in una delle ville gentilizie erano state girate alcune scene di un film in cui recitava. Era un uomo che amava la tranquillità e le cose semplici anche se la sua vita era tutt’altro. L’Italia ha perso un gigante», conclude Marti.