In Rete inneggia al fascismo e al razzismo: ufficiale 48enne condannato ad un anno

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Alessano  – Pubblica sul suo profilo Facebook foto e citazioni inneggianti al fascismo e viene condannato ad un anno di reclusione (un anno e mezzo la pena invocata dall’accusa). Protagonista della vicenda finita nella aule della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce è il 48enne di Alessano M.C., sottufficiale della Guardia costiera di Otranto, nei cui confronti pende ora la condanna per apologia del fascismo con l’aggravante dell’odio razziale (pena sospesa e non menzione). L’uomo è stato pure interdetto dagli uffici pubblici nonché dal diritto di elettorato e di eleggibilità.

Si tratta di una delle rare sentenze che in Italia hanno applicato l’articolo 4 della Legge Scelba che, ispirata ad un principio sancito dalla Costituzione, ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il reato di apologia del fascismo.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Luigi Mastroniani, si è avvalsa di una consulenza affidata ad un perito informatico che ha esaminato il profilo social del militare ravvisando vari profili di reato. Tra il novembre del 2017 e l’aprile 2018 il militare avrebbe pubblicato sul suo profilo di Facebook citazioni legate al periodo fascista (almeno otto post) e diverse scritte a sfondo razziale indirizzate ai migranti. Sulla sua pagina anche l’immagine del giuramento fascista e la foto di Benito Mussolini corredata dal motto: “quando l’ingiustizia diventa legge, la ribellione diventa dovere”. Ma non mancavano “pensieri” rivolti agli immigrati con proiettili di grosso calibro assimilati a “vaccini obbligatori”.

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I legali difensori dell’imputato hanno chiesto chiesto l’archiviazione del procedimento sostenendo che il profilo esaminato fosse un falso. “In ogni caso di certo l’imputato non intendeva riorganizzare il partito fascista”, hanno affermato cercando di convincere il giudice.

L’esposto che ha messo in moto le indagini è stato presentato da una volontaria di un’associazione del luogo che, dopo aver assistito ad alcuni atteggiamenti irriguardosi nei confronti di alcuni profughi in occasione di uno sbarco ha visitato il profilo del militare notando il pullulare di immagini e citazioni legate al periodo fascista e diverse scritte a sfondo razziale. Gli avvocati del sottufficiale si sono già detti pronti a ricorrere in appello.

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