Impennata di ricoveri: da 236 a 323 in una settimana. Il Covid mette in crisi scuole, strutture assistenziali e sanitari. Censimento dei focolai

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Gallipoli – Finora ci si era cullati sul fatto che i ricoveri erano contenuti, rispetto alla curva ascendente di nuovi contagi. Adesso, con gli ultimi rilevamenti questo riparo consolatorio non c’è più: i ricoverati contati oggi sono 323. Una settimana fa erano 236, quasi cento in meno. La settimana precedente si era fermi a 218.

Anche il dato sui focolai è in continuo aggiornamento: erano 14 pochi giorni fa, oggi si ha difficoltà a definirne il numero anche da parte delle autorità sanitarie regionali: numerosi i  casi sotto esame, in cui ricreare la catena del contagio da Covid, cercare di isolare al massimo, in attesa dei risultati di test e delle conferme degli esiti. “Verificare il numero dei contagi e quindi la loro consistenza” è l’impegno dichiarato dal direttore del Dipartimento protezione della salute della Regione, Vito Montanaro.

Positivo il 5% dei testati

La fotografia della situazione odierna fissa a 249 u nuovi casi su 4.595 test effettuati, pari al 5,4%. Ben 66 i positivi a Bari (con due decessi) che però cede il primo posto a Foggia, 87 infezioni virali, cui segue la Bat con 36, Taranto con 27, Lecce con 24 (ne parliamo in altro articolo) e Brindisi a sei. Se la situazione nel Barese “è costantemente monitorata e sotto controllo”, con una intensa attività di monitoraggio per risalire alla fonte del contagio, a Foggia la situazione è più definita.

In riferimento alle positività segnalate in data odierna in provincia di Foggia – dicono dall’Asl foggiana – si tratta, nella maggior parte dei casi, di contatti stretti individuati nell’ambito di focolai familiari già tracciati in precedenza. Sotto l’attenzione del Servizio di Igiene anche alcune positività registrate in una Rsa e due strutture  per anziani della provincia”.

Il virus in acciaieria 

Anche Taranto si fa “sentire” con 27 positivi. “È risultato positivo al tampone Covid 19 un operaio dell’azienda Arcelor Mittal (ex Ilva). Il tampone si è reso necessario ieri quando l’uomo, che presta servizio presso la cokeria dello stabilimento ex-Ilva, ha accusato stato febbrile e malessere diffuso. Come da protocollo – informano dall’Asl di Taranto – il Dipartimento di Prevenzione, insieme allo Spesal, ha attivato tutte procedure necessarie di contact tracing”.

Si fanno sentire ovviamente le conseguenze di questo andamento all’insù. A Foggia 18 classi di un liceo sono state mandate a casa “fino a nuove indicazioni” per una verifica di massa dopo i casi emersi. Ancora scuole chiuse, in questo caso dell’Infanzia, a Bari dopo otto casi accertati. Si fanno sentire anche a Taranto le conseguenze dell’asilo nido comunale  con alcuni genitori contagiati ed un bimbo di due anni. Undici casi in una Elementare di Bari.

“Non intasare gli ospedali”

Pierluigi Lopalco

E’ venuto a mancare l’undicesimo anziano ospitato nella struttura di Ginosa Marina (Taranto). Tre ginecologi degli Ospedali riuniti di Foggia in quarantena. Altri numeri a conferma che il Nord Puglia è la parte più in difficoltà: a Bari i ricoverati sono 103 (quasi un terzo del totale) e undici i degenti in Terapia intensiva su 23 totali.

“Fare di tutto per non intasare gli ospedali” è la parola d’ordine del professore Pier luigi Lopalco, futuro assessore alla Sanità pugliese. Lopalco ha lanciato un altro appello: “Limitate i contatti sociali al minimo. Tutto ciò che possiamo rinviare a tempi migliori, rinviamolo”.