Il Presepe vivente nel borgo di Specchia affascina i tanti visitatori. Positivo il bilancio della 12^ edizione

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Specchia – Successo per il “Presepe vivente nel Borgo di Specchia” che ha chiuso i battenti della sua 12^ edizione nel giorno dell’Epifania con l’arrivo dei Re Magi.

Sono stati in migliaia i visitatori che si sono riversati in quello che viene, a giusta ragione, definito come uno dei “Borghi più belli d’Italia”, “dove fede e tradizione si affiancano per fondersi insieme in uno scenario incantato”, come affermato dai promotori. La manifestazione è resa possibile grazie alla partecipazione dei sodalizi locali Pro-loco, Gruppo Marta, Palestra Sport e Fitness Center, Apostolato della preghiera, Fidas, Lilt, Gruppo delle Vincenziane, Azione cattolica ragazzi, Forum dei giovani e associazione “Legio II Augusta” di Lizzanello.

Aperto sino al 2 febbraio il presepe artistico in pietra

Continueranno, invece, sino al 2 febbraio prossimo le visite al “presepe artistico in pietra” esposto al civico 33 di piazza del Popolo, sino alla fine del 1800 adibito a locanda. L’opera, che si compone di oltre 100 statuine, è stata realizzata dall’artista Nicola Cacciatore e si sviluppa su una superficie complessiva di oltre 50 metri quadrati. Numerosi i riferimenti alle attività tradizionali e ai prodotti della terra salentina: la mostra resterà aperta, tutti i giorni, dalle 17 alle 22 e nei giorni festivi anche al mattino dalle 8 alle 12.

L’evento è stato promosso dall’associazione culturale sportiva “Eugenia Ravasco”, dal Comune di Specchia e dalla parrocchia “Presentazione della Vergine Maria” e patrocinato dalla presidenza del Consiglio Regionale di Puglia, dalla Provincia di Lecce e dal Gal Capo S. Maria di Leuca.

Oltre 230 figuranti

A dare vita ad alcune scene bibliche ci hanno pensato circa 230 figuranti e non sono mancate nemmeno le botteghe con gli artigiani di un tempo, come i “cannizzi e panari”, quelli che si dedicavano alla cardatura e filatura, le ricamatrici, il bottaio e il mosaicista.

Un viaggio alla riscoperta dei sapori tipici salentini, insomma, quali le pucce con le olive,  le pittule appena fritte,  il “pane rustutu” condito con olio: il tutto accompagnato dal buon vino locale. A completare le scene dei figuranti anche le massaie intente a preparare le orecchiette e i minchiareddhi di grano ed i mastri casari a produrre in tempo reale del buon formaggio pecorino coi metodi di una volta.

La commedia nell’antico frantoio

La sera del 6 gennaio, ai visitatori del Presepe vivente è stata pure offerta la possibilità di seguire la commedia “Gianni Schicchi” in Via Garibaldi (antico frantoio Coluccia) a cura degli allievi dell’Accademia d’arte Thymós e Spazio teatro, con la regia di Rosangela Giurgola e la direzione artistica  di Vincenza De Rinaldis.