Il parco e gli incendi: il Comune di Gallipoli cerca di dare una spinta al piano ed alla videovigilanza. Da settembre manutenzione all’Arif

Nuova riunione con Legambiente: il problema delle stradine da chiudere

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Gallipoli – Prima riunione dopo l’incendio nel parco naturale oggi; domani la seconda. Si sono incontrati in Comune il Sindaco Stefano Minerva, il presidente dell’Ente Parco, Gianluigi Barone (di Nardò) ed alcuni dirigenti.

Al centro delle attenzioni e delle convocazioni d’urgenza gli interventi da realizzare in tema di sicurezza, sorveglianza, manutenzione, senza dimenticare il completamento del cammino del piano del parco da concludere al più presto.

Partendo dalla pianificazione da rendere finalmente efficace, si guarda a Bari: “Il piano è all’esame della Regione e si sa, i tempi sono quelli che sono”, dice il presidente del parco regionale Litorale di Punta Pizzo – Isola di Sant’Andrea, Gianluigi Barone (foto sotto). Dal piano dipende anche la realizzazione dei parcheggi, per esempio, e l’indicazione dell’utilizzo compatibile di altre aree, anche private.

C’è da attendere, ma non molto, per vedere in atto la convenzione sottoscritta dal Comune e dall’Arif, l’agenzia regionale per opere irrigue e forestali, così come accade da tempo nel parco di Portoselvaggio di Nardò. Il contratto è fatto, ma l’inizio del servizio di manutenzione slitta a settembre-ottobre, comunque dopo la stagione estiva.

Con la collaborazione di Legambiente, che ha contributo anche in quest’ultimo drammatico caso a segnalare tempestivamente i focolai, verrà domani esaminato il reticolo di strade e stradine (alcune anche abusive) della litoranea dopo i grandi alberghi, con l’obiettivo di chiuderne alcune per motivi di sicurezza.

Ci sarebbero pronte anche le risorse finanziarie per l’installazione di alcune telecamere, come comunica il presidente Barone, per le quali “bisogna individuare solo i siti migliori e più importanti per contrastare l’inciviltà delle persone”. Di questo progetto gli amministratori comunali ne parleranno col prefetto e con il questore.

“Alla fine i danni al patrimonio naturalistico si sono rivelati limitati – afferma l’ingegnere Barone – e su quella stessa fascia costiera dunale con i ginepri a settembre erano già previsti dei lavori di salvaguardia che favoriranno la ripresa di quei luoghi”.

Resta sul tavolo anche la proposta di Maurizio Manna, di Legambiente: accompagnare la videosorveglianza con una vigilanza discreta e “anonima”: la più efficace, giurano gli ambientalisti.