Il Consiglio ko e i perché

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caffe-itinerante-n4-parabita-2017-(9)PARABITA. Programmato per tempo (il 23 gennaio), il “Caffè in redazione” del 24 febbraio a Parabita è caduto per puro caso ad una settimana esatta dallo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Mentre va in stampa il giornale, ecco pubblicate le motivazioni alla base della decisione: si va dai “favori” ad assegnatari abusivi di aloggi popolari (una unica ordinanza di sgombero verso la convivente di un pentito della malavita), a pratiche urbanistiche ed edilizie, dai buoni lavoro (i voucher) alle assunzioni nel servizio di nettezza urbana. Questo ed altro scrive il Ministero dell’Interno per motivare il ritiro brusco della fiducia ad una intera Amministrazione locale. Naturalmente questo argomento ha tenuto banco nell’incontro presso “Il Laboratorio” di Aldo D’Antico, a Palazzo Ferrari. Il direttore Fernando D’Aprile e la redazione hanno preso un caffè con l’avv. Flora Della Rocca, presidente di “Progetto Parabita”; Antonio Nicoletti (coordinatore della rivista “NuovAlba”), Fiorentino Seclì, presidente del Centro di solidarietà ” Madonna della Coltura”; il padrone di casa Aldo D’Antico; lo scrittore locale Ortensio Seclì; Lena Mandorino dell’associazione “Salentiamoci”; il dottor Luciano Provenzano, psicologo e presidente dell’associazione “Gestalt House”; Mario Nicoletti; Sergio Cataldo, poliziotto in pensione e già della Protezione civile; Annarita Pedone, del consiglio dirertivo “Adovos – Fiorentino Greco”; Emanuele Toma, studente di Beni archeologici presso l’UniSalento.

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