Il Consiglio di Stato ha detto no a Cacciapaglia: Parabita resta commissariata e a primavera voterà. Ma i legali non disperano ancora

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Parabita – E’ definitivo lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale di Parabita. Il Consiglio di Stato ha accolto e confermato le motivazioni della Prefettura di Lecce e del Ministero dell’Interno che il 17 febbraio 2017 avevano mandato a casa l’Amministrazione comunale guidata da Alfredo Cacciapaglia, al suo secondo mandato, per infiltrazioni della criminalità organizzata locale nella gestione della cosa pubblica.

Nulla da fare, dunque, per l’Amministrazione uscente, nonostante la decisa opposizione e la sentenza del Tar Lazio favorevole in un primo momento a Cacciapaglia che lo scorso marzo aveva riportato in sella Sindaco e Giunta, facendo pensare ad un esito differente nei giudizi successivi. Per i giudici di Palazzo Spada di Roma, che hanno depositato oggi la loro sentenza, invece lo scioglimento della massima assise cittadina era legittimo. C’erano quindi tutti i presupposti richiesti dalla legge, dicono da Roma, per applicare l’art. 143 del Testo unico e avviare una gestione straordinaria del Comune.

Gli avvocati Pietro Quinto e Luciano Ancora, intanto, che hanno difeso l’Amministrazione Cacciapaglia, hanno dichiarato che una volta conosciute le motivazioni della sentenza d’appello e, in particolare, il profilo riguardante la tardività del ricorso d’appello notificato dall’Avvocatura generale dello Stato il 30 maggio 2018, assumeranno tutte le opportune iniziative che l’ordinamento consente a tutela degli interessi degli Amministratori di Parabita. Sin d’ora, spiegano i legali, verrà proposto il ricorso avverso il provvedimento di proroga della gestione commissariale che ha impedito lo svolgimento delle elezioni amministrative già indette per il 31 ottobre prossimo per il rinnovo del Consiglio comunale. Ciò perché – sostengono i due legali – la proroga è avvenuta al di fuori dei termini consentiti dall’art. 143 Tuel (Testo unico enti locali) e in assoluta carenza degli “eccezionali motivi” che giustificano la proroga della gestione straordinaria dell’Ente Locale.

Alfredo Cacciapaglia

A Parabita, nel frattempo, rimarranno fino alla prossima primavera i commissari straordinari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande (foto sopra). Poi si procederà con nuove elezioni. Di Parabita (ed anche di Surbo e Sogliano Cavour) ha intanto parlato proprio in questi giorni il prefetto Claudio Palomba, in procinto si lasciare Lecce per altra sede per un normale avvicendamento. Nel bilancio del suo triennio il prefetto ha ricordato anche i tre Comuni sciolti per infiltrazioni criminali ed ha ammonito ancora una volta le forze politiche locali dal non cedere a pressioni e ammiccamenti da parte di presenze locali estranee alla legalità ed alla civiltà di cui il Comune è il principale presidio.