I nuovi positivi da Covid in calo, ma sul terreno ci sono due decessi. Nuovo focolaio a Seclì: centro diurno chiuso dal Sindaco

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Antonio Casarano

Seclì – In una giornata in cui i casi d nuovi contagi da Covid calano in tutta la Regione ma tornano a contarsi i morti (due), affiora un possibile nuovo focolaio a Seclì. Questa volta è il centro diurno, socio-educativo e riabilitativo collegato ad una Residenza socio sanitaria assistita a contare casi di positivi al coronavirus.

La conferma ufficiale è venuta dal Sindaco di Seclì Antonio Casarano, che in una nota parla di due operatori e tre assistiti. Via facebook l’Amministrazione ne ha dato notizia alla comunità, informando dell’ordinanza di sospensione delle attività del centro della “Santa Laura”.

L’annuncio del Sindaco

Appena abbiamo appreso della notizia, ci siamo da subito messi in contatto con le autorità competenti. D’accordo con la Asl, abbiamo ritenuto opportuno sospendere l’operatività del centro diurno ed imporre l’adozione di tutte le misure necessarie ad evitare la diffusione del virus anche presso gli altri reparti della struttura”.

Il Sindaco Casarano assicura comunque che “la situazione attualmente è sotto controllo, grazie all’attenzione che le autorità competenti hanno da subito dimostrato. Ci tengo a precisare che, sulla base dei tamponi effettuati, risultano positivi solo ospiti e operatori della struttura non residenti a Seclì. Possiamo con cautela affermare che l’allarme sia circoscritto alla sola Rssa”.

Stretti controlli sugli altri focolai

“Invito, quindi, tutti i miei concittadini – conclude il capo dell’Amministrazione comunale – a stare tranquilli ed a mantenere la calma. Noi faremo tutto il possibile al fine di evitare la diffusione del virus all’interno della nostra comunità e, per questo, siamo in costante contatto con la Asl e il Sisp. Allo stesso tempo però, è estremamente fondamentale, continuare a rispettare le norme anti-contagio attualmente vigenti!”.

Alta resta l’attenzione sugli altri due focolai pugliesi, quello della struttura turistica di Ginosa (Taranto) e quello di Bari (scoppiato nell’ambito di un corso nella caserma di Guardia di finanza con oltre 400 partecipanti). Anche oggi – in un quadro di oltre 3mila tamponi e di 55 contagiati – la provincia di Bari da sola ne conta 32.

Il Barese ancora tra i più colpiti

La gran parte dei positivi di Bari e di altre Asl  (Bat 5, Foggia 8, Lecce 2, Taranto 8) vengono fuori ormai da analisi ed osservazioni su due versanti principali: persone con stretti contatti o convivenza con infetti sotto sorveglianza, e persone bloccate nella fase di smistamento pre ricoveri o analisi ambulatoriali in ospedale.

Mentre a foggia però quattro casi su otto si riferiscono a sintomatici, a Taranto gli otto casi odierni sono tutti di asintomatici. Poi c’è sempre ma va scemando la colonna dei rientrati da Sardegna o da altre regioni italiane. I decessi si sono avuti a Bari e fuori regione per un cittadino pugliese.

Protezione degli operatori: 60 tonnellate dalla Cina

Il quadro del Ministero della salute presenta 148 ricoverati ad oggi; sette in Terapia intensiva; 967 con isolamento domestico. I positivi attivi sono 1.122.

Infine, le ultime sul versante approvvigionamenti. E’ arrivato oggi pomeriggio a Bari-Palese un volo Cargolux – Boeing 747 Freighter – dall’aeroporto di Shangai in Cina contenente 57,4 tonnellate di materiale: 90mila tute protettive e materia prima per la produzione di Dpi come mascherine chirurgiche, FFP2 e FFP3 nella fabbrica pubblica della Protezione civile regionale di via Corigliano, a Bari. “Melt blown”, cotone, elastici, tessuti e nastri: “ovvero, tutto quello che serve per assemblare mascherine con i macchinari già acquisiti e funzionanti e per garantire l’autosufficienza alla Puglia”, si legge nella nota della Protezione civile pugliese.