I lavoratori non sono numeri: i precari dell’Asl di Lecce scrivono al presidente Emiliano

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Esimio presidente Emiliano,

abbiamo cercato di contattarla per avere un confronto con Lei… Invano! Siamo 500 precari dell’Asl di Lecce. In verità, sul territorio nazionale siamo molti di più. Circa 1.500 in Puglia. Una fittissima rete tra Regione e Regione… le percentuali le conoscete. Ma non siamo numeri! Considerando il fatto che, il suo ascolto aumenta in taluni casi (mobilità) e si affievolisce in altri (precariato), oggi vorremmo tutta la sua attenzione su di noi!

Poiché, nella realtà dei fatti, non si può fare figli e figliastri, pensando di passare indisturbati da questo palco con una così vasta platea! La nostra storia oramai la conoscono in tanti, ma forse è meglio ripetere: repetita iuvant! Soltanto a Lecce siamo 500 precari di tutte le categorie: infermieri, Oss, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio, autisti… Da tempo stiamo chiedendo la stabilizzazione, in virtù del fatto che riteniamo sia un nostro diritto!

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Fino a oggi abbiamo portato avanti con dignità, sacrificio e dedizione l’intero sistema sanitario, nonostante la carenza di personale, con carichi di lavoro estenuanti, difficoltà pratiche, tecniche, di gestione, dovute allo scarso interesse delle reali esigenze e attenzioni che si dovrebbero prestare alla Sanità, ovvero alla salute pubblica. Dove la competenza e non la politica può garantire un oggettivo sviluppo del sistema stesso.

Noi riteniamo di avere subito una grave ingiustizia con l’avallo della legge Madia, all’atto incostituzionale! In essa siamo stati discriminati, nel porre dei limiti invalicabili, ma che, superandoli possono diventare sani principi e fare dell’abuso virtù! Mettendosi a pari, oltre che con i nostri diritti, con le direttive europee, superando la piaga dei contratti a tempo determinato, a cui l’Italia dovrà rispondere e in particolare la Puglia!

Di fatto, la legge Madia non ha risolto il nostro problema, tanto è vero che molti precari non hanno potuto beneficiarne e far valere i propri diritti, in quanto il paletto del 31/12/2017, ha creato discriminazione e ingiustizia, escludendo 500 lavoratori dalla stabilizzazione! Nostro sacrosanto diritto! Ergo, ad oggi la Madia è inadempiente! Ergo, dev’essere legittimata fino alla stabilizzazione dell’ultimo precario! Ciò ancor prima di bandire alcun concorso!

Noi siamo 500 solo nell’Asl di Lecce! Siamo padri e madri di famiglia che per anni hanno sacrificato il proprio tempo per donarlo a un’azienda che oggi non ci riconosce esperienza e competenza. Tra di noi ci sono lavoratori over 40 e over 50 che non avrebbero altra possibilità d’inserimento nel contesto lavorativo attuale nel nostro Paese, ma che hanno esperienza, professionalità ed etica da vendere nel ruolo in cui oggi stanno donando la loro vita! Ci sono lavoratori che sono stati penalizzati più volte da questo sistema incontrollato di gestione del personale, per cui alcuni sono stati agevolati a raggiungere i requisiti per la stabilizzazione, nei tempi previsti, altri sono stati penalizzati.

Di conseguenza, ci sono precari da una vita, discriminati da una vita! Anni interi di precariato, senza una giusta svolta che desse loro merito, dignità e giustizia. Potremmo scrivere un libro sulla storia di ognuno di noi. Per quanto Lei faccia finta di non vederci, noi ci siamo! Non siamo fantasmi! Ci siamo! E oggi ve lo ribadiamo! Se Lei, in sua coscienza, ritiene di prendersi la responsabilità di ognuno di noi è libero di farlo, ma tutto ha un peso e le assicuriamo che le nostre parole hanno già gran peso! Non abbiamo intenzione ancora una volta di farci calpestare! Stiamo lottando per i nostri diritti! Buttando via anni di servizio, di professionalità e di esperienza, danneggiate l’Azienda, ma soprattutto gli utenti finali, coloro che hanno più bisogno.

Siamo 500, noi precari dell’Asl di Lecce e stiamo dando voce a tutto il precariato che vive senza certezze, senza una base solida per il proprio futuro, ma che fino a oggi non ha fatto affondare questa barca! Agevolando chi ha già un lavoro a scapito nostro, di sicuro risolverà il problema del precariato in Puglia, ma avrà sulla coscienza il problema della disoccupazione… di 1.500 disoccupati!

In verità, c’è talmente tanto bisogno di risorse umane, di operatori e quant’altro che, in seguito alla stabilizzazione si potrebbe procedere a mobilità e concorsi vari! Con la buona volontà e il buon senso! Il sistema sanitario, prima dell’avvento politico in esso, era un sistema sanitario sano! Perché non si basava sul clientelismo, ma sulla meritocrazia, sulla professionalità, sull’etica… sull’esperienza! Professori, medici volevano al loro fianco collaboratori validi, perché la salute era a tutti gli effetti il mero principio della Sanità. 

A Lei, presidente, va oggi il nostro disappunto. Le contestiamo il suo disinteresse nei nostri confronti. Nello stesso tempo speriamo in un’intesa, in un prossimo confronto che ci garantisca la soluzione. Ovviamente una soluzione dignitosa… la stabilizzazione!

I precari dell’Asl di Lecce 

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