I conti Covid in Puglia: 1.500 ricoveri e 200 in Terapia intensiva. Strappo tra Regione e i sindacati medici per il tampone rapido. Infezione in due Rsa nel Leccese

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Gallipoli – Una giornata da 14% dei contagiati su cento test effettuati ed esaminati. Una giornata che consegna anche gli oltre 1.500 ricoverati nei reparti ospedalieri di Puglia (84 oggi) e 200 in Terapia intensiva. Una giornata con gli occhi particolarmente puntati sulle province del nord della puglia, Foggia e Bat: sono al centro di una richiesta zona rossa (da parte del governo regionale) non ancora esaminata.

I numeri più grandi sono però ancora loro circa quelli riferiti ai nuovi contagi. Dei 1.456 casi 187 sono della Bat, 405 di Foggia, con decessi rispettivamente di due e sette sui 16 contati, tra cui Bari (4), Lecce (uno), come Brindisi e Taranto.

Altre due Rsa con contagiati nel Barese

Di Bari sono 478 i nuovi positivi, con l’ennesimo focolaio in due Residenze sanitarie assistenziali in provincia. Anche Lecce oggi deve fare i conti con le infezioni penetrate in due Rsa nel capoluogo e San Pietro in Lama, con circa trenta contagiati finora, per un totale giornaliero di 175.

Ma l’allarme più alto viene ancora dalla Capitanata: “La prima ondata non è stata così, questa presenta un maggiore afflusso negli ospedali e una grande richiesta di ventilazione – ha dichiarato un primario ospedaliero di un nosocomio foggiano – con una età media che si è abbassata”.

Alcuni medici non firmano l’accordo con la Regione

E’ intanto scontro tra Regione e organizzazioni sindacali mediche circa la somministrazione dei tamponi rapidi. “I medici di Medicina generale e i pediatri di libera scelta pugliesi potranno prendere in carico il paziente con sintomi covid, prenotare il tampone molecolare, eseguire tamponi rapidi per i contatti stretti asintomatici e disporre l’isolamento fiduciario ad esito positivo del tampone, stabilendo la data di inizio e fine della quarantena”.

Prevede questo l’accordo siglato dalle parti interessate, escluse tre sigle sindacali che non si sono presentate alla firma del protocollo di intesa firmato oggi, ritenendo assai poco praticabile se non poco sicura l’assistenza richiesta nell’ambito dei propri studi. I tre sindacati rappresenterebbero il 40% della categoria.

“Migliaia di medici in campo”

Questo il commento dell’assessore alle Politiche della Salute, Pier Luigi Lopalco: “Da oggi abbiamo in campo migliaia di medici che conoscono i loro pazienti, il territorio, e potrebbero essere determinanti per contenere la pandemia e limitare i ricoveri, disponendo tamponi, quarantene e portando le cure a casa. Ringrazio i medici per il loro impegno che sarà un enorme passo in avanti nella lotta al virus e che porterà anche un po’ di sollievo ai colleghi dei Dipartimenti di Prevenzione”.