Gestione delle spiagge libere nell’emergenza Covid: le proposte di “Ugento nel cuore”

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Spiaggia Torre San Giovanni

Ugento – Gestione delle spiagge libere nell’emergenza Coronavirus: come regolamentare accessi e rispetto delle distanze? Qualche proposta per le spiagge del litorale ugentino arriva dall’associazione “Ugento nel cuore”, attraverso una lettera che il suo presidente Angelo Minenna indirizza al responsabile settore Urbanistica e Demanio del Comune, Luca Casciaro, e al Sindaco Massimo Lecci.

Le proposte di Minenna partono da due considerazioni: non si può pretendere di far gestire le spiagge libere ai concessionari di lidi e stabilimenti, già oberati dall’impegno di adeguare i tratti di costa che gestiscono; né lo si può chiedere alle associazioni, i cui membri prestano servizio in forma volontaria, nel tempo libero e senza la continuità che sarebbe necessaria.

Servizio di salvamento e impiego dei percettori del reddito di cittadinanza

Angelo Minenna

A gestire accesso al mare e rispetto delle norme dovrebbe essere invece, secondo l’associazione ugentina, il Centro operativo comunale, già deputato a coordinare le operazioni per ogni tipo di emergenza sul territorio.

Nella lettera si chiede inoltre l’istituzione di un servizio comunale di salvamento sulle spiagge libere, facente capo alla Protezione civile e alla Croce rossa. I vantaggi – scrivono dall’associazione – sarebbero due: lanciare un servizio che, se funzionasse, potrebbe essere ripreso anche dopo l’emergenza sanitaria, gestito magari attraverso una cooperativa di comunità; promuovere l’immagine del territorio facendo di Ugento uno dei primi Comuni costieri della Puglia a dotarsi di questo servizio.

Altra richiesta è demandare alla Polizia locale compiti di polizia demaniale riguardo l’accesso al mare. “Siamo consapevoli che anche in questo comparto la mole di lavoro è enorme – si legge nella lettera di “Ugento nel cuore” – ma, a rinforzo, si potrebbero utilizzare quelle misure contenute dalla legge n. 26/2019, che prevede l’utilizzo di percettori del reddito di cittadinanza in progetti utili alla collettività”.