Gasdotto dall’Azerbaigian (Tap), adesioni al ricorso contro la Banca europea che lo finanzia

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Maglie – Anche Arci-Biblioteca di Sarajevo aderisce al ricorso contro la Bei, la banca europea d’investimenti, che ha finanziato il gasdotto in costruzione, che porterà il gas dall’Azerbaigian (Asia) in Italia ed Europa. “Dopo l’incontro informativo di sabato scorso  “Tap? No grazie” tenutosi a Maglie, organizzato dal Coordinamento tutela del territorio magliese a cui aderisce anche Arci-Biblioteca di Sarajevo – si legge in una nota del sodalizio – abbiamo deciso di sottoscrivere il ricorso per l’impugnazione della decisione della Bei di erogare un finanziamento pubblico al progetto privato Tap. L’asociazine magliese ritiene che “in tutta la vicenda Tap non si siano tenute in alcun conto le istanze democratiche di un territorio che in più occasioni e in diverse forme, anche di carattere istituzionale, ha espresso la propria contrarietà all’opera ritenendola dannosa per l’ambiente e incompatibile con il modello di sviluppo turistico del Salento”.

Richiamando l’inchiesta giornalistica del settimanale “L’Espresso”, si segnalano dubbi  sulla reale utilità dell’opera e sulla trasparenza delle operazioni economiche ad essa connesse: “Il gasdotto Tap non diversificherà affatto le fonti di approvvigionamento energetico internazionale, come viene invece dichiarato – si afferma – perché sicuramente  trasporterà gas russo e iraniano in quanto i giacimenti in Azerbaigian non sono sufficienti a garantire il rifornimento previsto. Quest’opera, prima di approdare a Melendugno e continuare lungo la dorsale appenninica verso l’Europa del Nord, parte e attraversa Paesi in cui vigono sistemi dittatoriali che calpestano sistematicamente i diritti umani. La Politica deve saper guardare oltre gli interessi economici ed avere uno sguardo di larga proiezione sia in termini di approvvigionamento energetico e tutela ambientale che in termini di rispetto della democrazia e dei diritti delle persone”.

 

Per questi ed altri motivi Arci-Biblioteca di Sarajevo invita persone e associazioni a sottoscrivere il ricorso al fine di bloccare l’opera. C’è tempo fino al 16 febbraio prossimo, scrivendo esclusivamente all’indirizzo ricorsobei@gmail.com; indicare nell’oggetto: Adesione al ricorso Bei Tap; indicare nel testo il proprio nome e cognome e codice fiscale.

Intanto, continuano gli scontri tra forze di polizia e manifestanti: l’altro ieri nel cantiere nei pressi della marina di San Foca, si è registrata una sassaiola conclusasi con cinque feriti (una donna è stata ricoverata all’ospedale di Scorrano).

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