Gallipoli, un ospedale in attesa. Rifatti i tamponi a dipendenti e pazienti di tre reparti. E sale la tensione

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Gallipoli – Clima di incertezza, sia pure per motivi diversi, a Copertino e a Gallipoli per i rispettivi ospedali. Nel primo nosocomio, praticamente collassato dopo la scoperta di un anestesista infetto con conseguenza quarantena di massa (quasi duecento attualmente) ed ora in vista di una riapertura fissata per ieri e non ancora effettuata.

Il “San Giuseppe” peraltro diventerà, dopo una riconversione forzata, un ospedale collegato al “Fazzi” per i malati che hanno superato la fase acuta ma non possono essere ancora dimessi. Le motivazioni del fermo temporaneo sono ancora quelle di ieri: mancanza di protezioni individuali (mascherine, calzari.tute) e di personale, bloccato dai tamponi che ancora non sono finiti. Sono infatti risultati positivi altri tre dipendenti proprio oggi e proprio mentre di Copertino si parla come un centro per sperimentare il test rapido.

Ancora “positivi” tra gli addetti di Copertino

A Gallipoli i tamponi al personale di alcuni reparti (Medicina, Chirurgia, Pneumologia) vanno rifatti; i precedenti – una sessantina  – non erano per qualche ragione esattamente valutabili. Dopo questa notizia è schizzata la tensione nei reparti coinvolti con qualche uscita per “malattia” e tra i pazienti sempre più impazienti di conoscere la verità, al di là di sospetti e voci che, come al solito, si sono scatenati.

Il Sindaco Stefano Minerva nel suo report quotidiano ha rinnovato le pressioni sull’Asl perché si faccia la sanificazione anche in Pneumologia, altro reparto che ha intensi scambi con Medicina. Minerva rimarca che è doveroso garantire il massimo della sicurezza un ospedale che è riferimento di un vasto territorio.

Le pressioni del Sindaco sull’Asl

“Ho richiesto con urgenza alle autorità competenti – informa il Sindaco – la dotazione idonea per tutti gli operatori sanitari, quindi mascherine e tute protettive, per permettere a chi di dovere di lavorare in completa sicurezza. Ho anche ribadito l’urgenza di sottoporre al tampone tutti gli operatori, oltre a quelli coinvolti nei reparti di Medicina e Chirurgia, anche quelli di Pneumologia, Rianimazione e così via”.

“Se altre strutture ospedaliere sono utilizzate ad hoc per l’emergenza – conclude Minerva – noi dobbiamo garantire un nosocomio al 100% sicuro in tutte le sue funzioni”.

“Situazione assurda. E la direzione sanitaria che fa?”

Mostra tutta la sua irritazione Flavio Fasano, capogruppo di Gallipoli Futura, che sottolinea come i primi tamponi siano stati effettuati venerdì 20 marzo, estesi anche al reparto di Rianimazione. “Come è possibile? E la sanificazione? Non se ne parla, come di mascherine e tute. E la direzione sanitaria? C’è ma non si sente. Intanto tutto il personale ospedaliero continua a lavorare in condizioni proibitive. Grazie per tutto”.