Gallipoli, scompare a 83 anni don Luciano Solidoro. Domani i funerali

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Don Luciano Solidoro

Gallipoli – È morto stamattina intorno alle 7, a 83 anni, il canonico gallipolino don Luciano Solidoro: ordinato sacerdote il 14 luglio 1963 dal vescovo dell’antica diocesi di Gallipoli monsignor Pasquale Quaremba, era molto conosciuto, anche perché durante il solenne Pontificale in onore di Sant’Agata (compatrona della diocesi e della città) declamava il Vangelo nella lingua greca di un tempo, secondo l’antichissima tradizione del rito greco-ortodosso.

I funerali saranno celebrati domani 5 aprile alle ore 10 dal vescovo della diocesi monsignor Fernando Filograna presso la cattedrale di Sant’Agata, dove Solidoro è stato vice parroco e collaboratore parrocchiale.

Una vita per le tradizioni

Da anni, anche a causa della malattia, don Solidoro si era ritirato a vita privata. Subito dopo l’ordinazione sacerdotale è stato prima cappellano presso il monastero di Santa Teresa, poi vice parroco a Sant’Agata e a San Gabriele. Per diversi anni, è stato anche padre spirituale e rettore presso la chiesa del Rosario, nel centro storico.

Don Luciano Solidoro assiste al passaggio della processione della Desolata

Amante e sostenitore accanito delle tradizioni gallipoline, era stato insignito, nel 2009, dell’onorificenza “Il Troccolante d’oro” dalla confraternita della Purità: in quell’occasione raccomandò a tutti, e in particolare alle confraternite, di mantenere vive le tradizioni.

Le sue poesie in vernacolo

Don Marcello Spada, che lo ha assistito sino alla fine dei suoi giorni, ricorda il suo forte desiderio di morire in un giorno di festa, a Pasqua o a Natale: “Anche quest’ultimo suo desiderio è stato esaudito”, dice don Spada. Fine teologo e filosofo, a volte anche incompreso (ma non dalla sua gente, che invece gli è stata sempre accanto), Solidoro ha lasciato numerosissime poesie in vernacolo, firmate con lo pseudonimo di Fotoiano Aurelio (così come si legge, scritto in caratteri greci, il suo nome e cognome). Sono componimenti che decantano la bellezza della natura, l’amore in tutte le sue espressioni, ma anche il legame autentico con la fede cristiana e con quella tramandata dalla pietà popolare.

Nei giorni scorsi, anche a causa della dichiarata zona rossa che non ha consentito lo svolgimento delle tradizionali processioni della Settimana santa, è circolato sui social un video che riprende don Solidoro mentre recita una sua poesia dal titolo “Consummatum est”. L’ultima sua poesia, invece, è dedicata al Coronavirus, interpretata nel video qui in basso dall’attore gallipolino Alberto Gorgoni.