Gallipoli, sciopero riuscito: tutti i netturbini intorno ai licenziati. Previsti incontri la settimana prossima

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Gallipoli -Sciopero doveva essere e sciopero è stato, a tutti gli effetti, quello degli addetti al servizio di nettezza urbana di Gallipoli, dipendenti del cantiere della società Gial Plast di Taviano. Tante le tute gialle che si sono date appuntamento vicino al Comune, mescolatesi con coloro che per ora la loro tuta di lavoro non ce l’hanno più.

Questa mattina sono venuti tutti vicino al Municipio: lo sciopero è riuscito e noi li ringraziamo”: queste le parole di sollievo dette da uno dei licenziati nella vicenda dell’interdittiva antimafia che ha colpito l’azienda in cui lavoravano fino al marzo scorso. I loro compagni di lavoro hanno risposto all’appello, aderendo all’astensione dal lavoro decisa da Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Ugl.

Sul campo ci sono i licenziati “illegittimi”, da reintegrare dunque, ma anche l’esigenza di un personale più adeguato alle necessità della città, i turni di lavoro, l’organizzazione dello stesso. Anche il Sindaco Stefano Minerva, che nell’incontro di ieri aveva tentato di disinnescare questa protesta, ha incontrato gli scioperanti.

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“Questa mattina ho raggiunto gli operatori ecologici durante lo sciopero. Oggi – commenta il primo cittadino – il disservizio c’è stato ma ci ho tenuto a dialogare con loro circa le ragioni dello stesso. Convocheremo a breve un tavolo per capire come organizzare meglio i servizi e come migliorare questa situazione”.

Il mancato passaggio per raccogliere il rifiuto organico (come ogni sabato) si è fatto notare ma non in modo drammatico. Anche perché – a proposito di orari di lavoro e turni – le squadre impegnate ieri hanno lavorato fino alle 22 ed anche oltre. Anche i 15 operai sorteggiati per coprire i servizi essenziali, come l’ospedale, hanno raggiunto gli altri in via Pavia.

Cosa succederà è difficile dirlo. Per la prossima settimana la società Gial Plast si è detta disponibile ad un incontro con le Istituzioni e le parti in causa. Si vedrà se questo faccia a faccia avrà conseguenze e quali nell’immediato. Almeno su questo passaggio i sindacati sono uniti. Per il resto si procedere in ordine sparso. I Cobas hanno richiesto, informando il prefetto,  un incontro ai vertici della ditta e per il 17 hanno annunciato un altro sit in (8,30-13) in via Lagrange, sede dell’azienda, nella zona industriale di Taviano.

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