Gallipoli, in piena estate se ne va l’assessore al Turismo: “Ecco perché”. I retroscena AGGIORNAMENTI

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Emanuele Piccinno

GallipoliAggiornamento – Nel clima politicamente teso che attraversa l’attività amministrativa locale, – emerso con lo scontro pubblico tra un consigliere comunale ed un vigile urbano appena rientrato da un sopralluogo in una sala giochi colpita da ordinanza di chiusura – si sono aggiunti in queste ore altri particolari. E’ di ieri la notizia di una lettera a firma della consigliera in questione, Caterina Fiore, con cui ha chiesto scusa ai suoi colleghi dell’assise cittadina, giustificando il proprio comportamento un po’ troppo fuori le righe come un momento di particolare nervosismo. Giustificazione non ritenuta sufficiente dalla maggioranza di cui faceva parte come eletta nella lista Udc, come l’assessore dimissionario Emanuele Piccinno, tanto che ad oggi la Fiore viene ritenuta all’opposizione, non essendo giunte le auspicate (da più parti) dimissioni. Ad alcuni amici la consigliere avrebbe preannunciato la sua adesione al movimento di Salvini (Lega Nord).

Poco più che formale il commento del Sindaco Stefano Minerva: “Ho preso atto della decisione dell’assessore Piccinno, peraltro protocollata. Le ho accolte ritenendole irrevocabili.Lo ringrazio per il lavoro svolto e gli faccio un ‘in bocca al lupo’ per il suo futuro”: altro non dice il primo cittadino Minerva (foto sotto) ma negli ambienti a lui vicini riprende a circolare con forza l’idea dell’azzeramento della Giunta comunale, già tentato un paio di volte e poi arenatosi. Forse nel mirino del Sindaco si era sentito lo stesso Piccinno, ritenuto da tutti molto vicino alla compagna di partito finita in un brutto caso da cui il dimissionario non aveva preso le distanze.

Nuovo panorama politico con azzeramento della Giunta Nella nuova geografia politica che va emergendo, l’Udc uscirebbe dalla coalizione di governo con le due rappresentanti, Caterina Fiore (262 preferenze) e Federica Portolano (192), subentrata con la nomina ad assessore proprio di Piccinno (288 preferenze). Il pallino adesso è in mano a Minerva che pare avere la volontà di chiudere presto questa fase e ritrovare nuovo slancio. Si confronterà con i gruppi consiliari della sua colazione e con i partiti (con una anomalia non di poco conto: il suo, il Pd, non ha da tempo un coordinatore cittadino). Entro domani è prevista una riunione della maggioranza e in tempi brevi la nuova Giunta comunale.

Gallipoli – Nel pieno di una delle estati più difficili della sua storia recente, la città perde il suo assessore al Turismo e Commercio, i due settori più delicati e complicati da gestire soprattutto durante l’exploit della bella stagione. Emanuele Piccinno ha questa mattina rassegnato le sue dimissioni, con una lettera al Sindaco Stefano Minerva e per conoscenza, al presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro ed al segretario generale del comune.

Per quali motivi? Piccinno parte – in una lettera non breve – dalla constatazione che ci sono stati “tre anni di intenso e proficuo lavoro”, di “progetti condivisi” e  “importanti realizzazioni”: “Ho cercato di svolgere il mandato con tenacia, umiltà e correttezza – prosegue – mettendo a disposizione dell’intera comunità le mie competenze, il mio tempo e non solo”. Poi l’assessore arriva al punto dolente alla base della sua decisione formale. “Nuove situazioni, nuovi comportamenti, evidentemente nuovi scenari o scelte comportamentali non facilmente comprensibili, mi spingono a prendere la gravosa decisione di restituire, con qualche rimpianto, la delega affidatami”, scrive Piccinno. Questo concetto viene ribadito poche righe dopo: “Non nego il dispiacere di questa mia scelta, e la delusa convinzione che conservavo di completare questa esperienza e percorso con i miei colleghi di maggioranza, ma evidentemente modi differenti di vedere e concepire la collaborazione ed il lavoro da svolgere non mi permettono più di proseguire oltre”.

Grandi ringraziamenti a dirigenti e dipendenti dei suoi settori Di più non dice Piccinno, eletto nella lista dell’Udc, prima di passare ai ringraziamenti di rito ma, forse, non solamente di rito in questo caso. Tra gli altri, Sindaco compreso e consigliere del suo gruppo, Piccinno infatti plaude, significativamente, ai “dirigenti e tutti i dipendenti comunali, in particolare quelli dei miei settori di competenza, per la disponibilità ed il supporto offertomi durante il mio mandato: il loro lavoro è una vera risorsa per la nostra comunità”.

Definito da sempre come in buoni rapporti personali col capo dell’Amministrazione, dell’ex titolare di deleghe “pesanti” a Turismo e Commercio non si ricordano particolari motivi di attrito col resto della Giunta; anzi in riunioni pubbliche e conferenze stampa lo si è notato quasi sempre tra i presenti. Cosa ha fatto allora traboccare il vaso? L’unico episodio che viene in mente adesso a molti è il caso dello scontro plateale tra la consigliera comunale Caterina Fiore, anche lei dell’Udc, con un vigile nell’ufficio della Polizia urbana del 2 luglio scorso. A Piazzasalento che aveva raccontato l’accaduto, il legale della consigliera Fiore aveva chiarito che la protagonista aveva lamentato “la condotta apparentemente informata ad una manifesta disparità di trattamento nei confronti dei cittadini di Gallipoli in generale e degli esercenti pubblici in specie. Segnatamente, la mia assistita rilevava di avere reiteratamente rappresentato ad alcuni uffici l’anomalo modus operandi in ragione del quale, se in alcune occasioni si registrava una più che singolare solerzia, in altre parevasi eccessivamente indugiare; e quindi ne chiedeva spiegazione”.

Il caso era ed è ormai politico L’episodio (con querela del vigile ed un rapporto al commissario di un agente di polizia presente in quegli agitati frangenti) era subito diventato politico. Il Sindaco Minerva ne aveva preso nettamente le distanze, condannando quel comportamento “poco decoroso” per un amministratore pubblico. Non vi erano state altre reazioni, se non quelle della opposizione consiliare di Gallipoli Futura che ha chiesto con urgenza la riunione del consiglio comunale sul caso. La questione però non si era fermata alle note ufficiali. Più di un componente della maggioranza aveva chiesto le dimissioni della Fiore; anche i vertici istituzionali ed esecutivi avevano caldeggiato questa soluzione; sembra che lo stesso Sindaco le abbia sollecitate. Ma le dimissioni, ad oggi, 18 luglio, non sono arrivate. Anzi si potrebbe pensare che il problema politico abbia alla fine coinvolto indirettamente anche Piccinno e stia scuotendo il partito che rappresentano in Comune.

Le ipotesi in campo Sono subito fioccate ovviamente le interpretazioni, le più diversificate. Da chi sostiene che è l’inizio della crisi ufficiale della Giunta Minerva, a chi ritiene invece che si sia imboccata la strada per varare una nuova squadra di governo, rimpasto avviato un paio di volte dal primo cittadino e finora sempre rimasto a metà. Ma in ambiente comunali si vocifera anche di una manovra concordata tra Minerva e Piccinno, finalizzata a stanare i dirigenti provinciali dell’Udc e “costringerli” a prendere posizione sullo spinoso caso Fiore che starebbe facendo salire pericolosamente la tensione anche in seno al partito. Le dimissioni dell’assessore, con una lettera dai toni affettuosi verso il Sindaco e le lodi al personale messo sotto attacco pochi giorni fa, sarebbero segni evidenti, secondo costoro, di una manovra che dovrebbe portare da qui a poco ad un nuovo Esecutivo.