Gallipoli – Oncologia con pochi infermieri, alcuni con oltre 60 giorni di ferie arretrate, e la necessità di assicurare circa cento chemioterapie a settimana, oltre a medicazioni, prelievi, paracentesi, preparazione di medicinali antiblastici, trasfusioni e altre attività mediche, come già descritto un po’ di tempo fa da piazzasalento.it. Ma girando tra i reparti non è la sola lacuna di un ospedale classificato di primo livello, nell’ultimo riordino ospedaliero della Regione.

C’è carenza di anestesisti in sala operatoria e a Rianimazione; manca personale a Cardiologia ed è cronica la situazione al Pronto soccorso, che, nonostante tutto, chiude il 2018 con quasi 33mila accessi, attestandosi al secondo posto in provincia subito dopo il “Vito Fazzi” di Lecce. Il 2019 registra già un incremento delle prestazioni del reparto del 10% rispetto allo scorso anno.

Mancano unità lavorative a Ostetricia e Ginecologia e in Dialisi, con due soli medici e col rischio concreto che salti quest’anno il “progetto di dialisi estiva”, con grave pregiudizio per quei malati cui verrebbero impedite le vacanze a Gallipoli.

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In affanno risulta essere Radiologia medica, come segnalato dalla Lilt, con sole sei unità, o anche Chirurgia con cinque medici di cui uno in prepensionamento. Non meno grave è la situazione di Pediatria e di Medicina generale, che da mesi sono senza primario. Insomma, una situazione che fa nascere più di un interrogativo.

Cristian Casili

“Il personale è fortemente sfiduciato e demotivato, e l’ospedale rischia seriamente il collasso”, scrive il consigliere regionale M5S Cristian Casili (di Nardò) con una lettera al Presidente Emiliano che è anche assessore alla Sanità, sollecitandolo a intervenire sulla dirigenza dell’Asl. “Il Sacro Cuore è un ospedale di primo livello solo sulla carta”, sostiene Casili

I primari non si sbottonano più di tanto, mentre tra il personale serpeggia un evidente  malcontento. In Radiologia si fa presente al cronista che la gestione delle risorse umane potrebbe essere migliorata, mentre c’è davvero poco da fare evidentemente per i “macchinari obsoleti, che altrove non usano più”, con pezzi di ricambio introvabili e computer “che risalgono a prima del 2006”.

Di “criticità e di carenza di personale, sia in ospedale che al Distretto” parla anche  il monitoraggio di fine anno (2018) a firma del presidente del Tribunale dei diritti del malato, Agata Coppola. Dito puntato contro i vertici dell’Asl anche da parte di Silvio Cataldi (foto), della segreteria provinciale Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità), che salva solo Ortopedia  “l’unica Unità operativa che lavora seriamente”.

“Gallipoli non ha fatto il salto di qualità che le spettava, divenendo ospedale di primo livello – afferma il sindacalista – mancano il primario a Medicina e al Pronto soccorso; a Chirurgia il primario è prossimo alla pensione. Gallipoli merita più attenzione dalla Regione e dalla direzione generale Asl. Abbiamo una direzione amministrativa a scavalco  – prosegue Cataldi – un solo giorno la settimana, senza programmazione e organizzazione di quel poco personale, che è comunque molto al di sotto della dotazione organica prevista per Gallipoli”

Giacinto Scigliuzzo

Pure il presidente dell’associazione “Ospedale Sacro Cuore di Gesù” Giacinto Scigliuzzo non le manda a dire: “Si devono muovere, e pure in fretta – dice – perché ho visto che altrove, dove si fanno sentire, i risultati li ottengono; finalmente qua hanno iniziato i lavori al Centro trasfusionale, ma c’è ancora molto altro da fare: da qui a maggio ci sarà una carenza di personale paurosa, soprattutto di medici che andranno in pensione”.

 

 

 

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